lunedì, 13 febbraio 2006

Sintetizzo al massimo, ché sono stremato...

Filosoficamente, una tendenza originale: questa raccolta di saggi cinematografici. Un filosofo che si siede davanti al grande schermo. E vede i film con gli occhi che pensano. O guarda le categorie del pensiero sceneggiate, riprese, proiettate. Insomma, un libro da provare a sfogliare (almeno).

In scena, LA PECORA NERA di Ascanio Celestini: un monologo di due ore sull'istituzione-manicomio, che riesce a far ridere spesso e che costringe a pensare sulle banalità legate alla legge 180. Lui è assolutamente straordinario: impossibile non retare calamitati dall'affabulazione circolare. Ed è giovane, come Dario Fo....

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 13, 2006 12:05 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 16 gennaio 2006

Un film "filosofico". Una storia essenziale. Uno squarcio sulle identità. Una seriosissima trama dai risvolti a tratti comici. Protagonista Bill Murray, identica maschera di Lost in translation che con il regista Jim Jarmusch nel 2003 era già comparso qui. Premiato all'ultimo Festival di Cannes BROKEN FLOWERS si apre con il protagonista (con un nome anglosassone simile...) che guarda Don Giovanni Ovviamente mi è subito scattato il riferimento a questo saggio filosofico... E' una costante del film (la filosofia...) tanto che ritorna nell'incontro finale che "salda" generazioni e visioni.

Insomma, se vi capita, andate a vederlo.

postato da: cielinesodo alle ore gennaio 16, 2006 11:54 | Permalink | commenti (5)
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martedì, 30 agosto 2005

Serve sempre. La filosofia disintossica, igienizza. Spinge a riflettere. Scava e fa strada. Tende e sottende. Lava e asciuga il pensiero. Stira la mente. Centrifuga il cervello. Mette a stendere i panni sporchi in piazza. Nega alibi. Arresta innocenti luoghi comuni. Processa pericolose tendenze a normare. Assolve sempre la libertà della sua funzione.

Serve, insomma, la filosofia. E più la si apprezza meno la si pratica. Così dopo aver a lungo, troppo a lungo dimenticato questa deriva d'interesse torno al logos. Il pretesto arriva dalla BBC e da un altro sondaggio (ZDF dello stesso stampo). La vecchia talpa non muore mai: anzi, dalle macerie del Muro e perfino nella patria dell'empirismo, rivela oltre all'immutato fascino tutta la sua "modernità". Dice: ecco il solito comunista. Replica: tutti citano l'XI TESI SU FEUERBACH ma è la IV che suona "rivoluzionaria". Ecco il testo: Feuerbach prende le mosse dal fatto che la religione rende l'uomo estraneo a se stesso e sdoppia il mondo in un mondo religioso immaginario, e in un mondo reale. Il suo lavoro consiste nel dissolvere il mondo religioso nella sua base mondana. Egli non si accorge che, compiuto questo lavoro, la cosa principale rimane ancora da fare. Il fatto stesso che la base mondana si distacca da se stessa e si stabilisce nelle nuvole come regno indipendente non si può spiegare se non colla dissociazione interna e colla contraddizione di questa base mondana con se stessa. Questa deve pertanto essere compresa prima di tutto nella sua contraddizione e poi, attraverso la rimozione della contraddizione, rivoluzionata praticamente. Così, per esempio, dopo che si è scoperto che la famiglia terrena è il segreto della sacra famiglia, è la prima che deve essere criticata teoricamente e sovvertita nella pratica.

E non c'è da scostarsi dall'idea di Walter Benjamin sulle rivoluzioni moderne: Marx dice che le rivoluzioni sono la locomotiva della storia universale. Ma forse le cose stanno in modo del tutto diverso. Forse le rivoluzioni sono il ricorso al freno d'emergenza da parte del genere umano in viaggio su questo treno.

Oscilla fra questi due pensieri anche la faticosa critica d'attualità, no? La religione che si fa stato, stato d'eccezione permanente, pretesto di guerra. Le rivoluzioni che tirano freni a mano sempre meno condivisibili. Così rispunta dall'archivio una suggestione: l'APOCALISSE che funziona anche in versione giornalistica...

Insomma, torna la filosofia alla vigilia delle vecanze...

postato da: cielinesodo alle ore agosto 30, 2005 21:32 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 28 luglio 2005

Scrivo molto, ma non qui. Sudo molto, fuori dal perimetro dell'aria confezionata. Sento molto la mancanza di tempo vero, senza lavoro. Sorrido all'idea che le vecanze sono lontane più di una quarantena. Soffriggo la voglia di azzannare una fetta di dolce. Sazio il bisogno di sonno a forza di caffè.

Le novità "diaristiche" dell'estate sono nell'ordine. Il ragionevole rischio che i garage sotterranei diventino box in vendita (parcheggiare l'auto è in cima alla lista degli interessi di chiunque in città). Ho fatto rilegare la bozza del secondo romanzo che un amico darà alle stampe a settembre (quando la leggo?). Mi sono sottoposto durante il "pranzo" ad un'intervista funzionale ad una tesi di laurea (aperitivo alla disoccupazione). Ho rispolverato il Cd con le foto australiane (l'omonimo si sposa dopodomani e parte per il viaggio di nozze). Dovrei andare a cena con i sopravvissuti d'estate ogni sera fino a Ferragosto (sintomo di crisi economica: non c'è l'esodo dei vacanzieri?). Non sono più andato al cinema, non ho più visto film nemmeno in Tv, non ho più fissato lo schermo con un Dvd (è grave?). Anche musicalmente sono azzerato (sempre gli stessi mp3 qui).

Riprendo e rilancio la domanda sulla filosofia. Non ho risposte. E (confesso) che nemmeno ci ho meditato sopra. Ma lo spunto mi ha incuriosito.

postato da: cielinesodo alle ore luglio 28, 2005 16:10 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 19 maggio 2005

Chi vuole riuscire ad aggredire il potere deve guardare negli occhi senza timore il comando e trovare i mezzi per sottrargli la sua spina. Elias Canetti

Spingi il pensiero all’estremo Louis Althusser

Non c’è potere senza rifiuto o rivolta in potenza. Michel Foucault

Oh gentiluomini, la vita è breve... Se viviamo, viviamo per camminare sulla testa dei re. William Shakespeare

Coloro che vanno a caccia di un uomo devono ricordarsi che nella giungla vi sono anche quelli che vanno a caccia dei cacciatori. Malcolm X

postato da: cielinesodo alle ore maggio 19, 2005 22:14 | Permalink | commenti
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martedì, 01 febbraio 2005

 DEMOCRAZIA?

(E' un bel po' che non filosofeggio nel blog: sarà un indice del pensiero inabissato nel lavoro? Nemmeno ora sono in grado di farlo, giacchè gli occhi "pesano" forse per un'incombente influenza - domani, del resto, sarebbe il mio giorno di libertà... In compenso, "posto" questa relazione ad un recente seminario zeppo di cervelli fini, "cattivi maestri", menti senza vincoli. Mi è davvero apparsa come un lampo nel buio delle discussioni para-politiche dell'ultimo periodo. Buona riflessione) 

Mario Tronti - Storia e critica del concetto di democrazia

Zur Kritik della democrazia politica al modo marxiano di Per la critica dell’economia politica: assunzione del percorso di storia delle dottrine, smascheramento dell’apparato ideologico e invenzione concettuale nel rovesciamento della tradizione teorica. Con meno pretese scientifiche e più radicalità politica.
Democrazia e guerra non è il fuoco del discorso. La democrazia spesso consegue alla guerra, o da questa viene imposta, ma non ha con essa un legame organico. Critica della democrazia vuol dire anche critica della pace.
Seguire il percorso di compimento della democrazia, dal pensiero alla storia. Lasciando stare la democrazia degli antichi, quella dei moderni è una soluzione politico-istituzionale fondata teoricamente, anche se poi dotata di capacità pratiche autocorrettive. Comunque, la critica della democrazia è possibile oggi per il raggiunto compimento della sua parabola storica.
Questo compimento ha più un carattere generalmente sociologico che specificamente politico. La soluzione vincente è stata la tocquevilliana società democratica. La democrazia continua ad essere “in America’. Lo Stato democratico, in Europa, si è avviluppato nella sua contraddizione in termini, senza per fortuna uscirne: lasciando per questo aperte altre opportunità, alcune colte, alcune fallite, alcune non tentate.
Homo oeconomicus/homo democraticus: stringere il nesso, disarticolarlo e ricomporlo per sottoporlo a critica di tutto ciò che è. Gli spiriti animali della democrazia sono al governo, sempre e dovunque, nelle realizzazioni dell’alternanza, nei progetti di alternativa, nei tentativi di antagonismo. E’ questo il pensiero politico unico.
Sotto la democrazia politica sta il ceto medio di massa: la medietas tra le classi in conflitto e i poteri divisi; al centro della società e del sistema politico. Così l’ultimo capitalismo realizza la democrazia. Non dunque, oggi, critica della democrazia formale, ma critica della democrazia reale. Questa non contraddice i suoi principi originari, ma solo compie il suo inizio.
Il discorso democratico è irrecuperabile per la pratica antagonista. Perché è tutto funzionale alla gestione del potere. La democrazia diretta, nella sua attuale declinazione di democrazia immediata – rapporto verticale tra massa e capo – è ancora più funzionale della democrazia rappresentativa. E’ contro di questa, infatti, che si è scatenata la guerra santa dell’antipolitica. Guerra vinta su un fronte già in piena crisi.
I sistemi politici contemporanei svelano l’enigma della democrazia politica. Il fondo è dato non dalla sovranità popolare ma dal sovrano populista. Vince chi meglio esprime questa populace , non più proletaria ma medio-borghese, divisa a metà nel consenso dentro le società sviluppate: tra istanze progressiste e pulsioni reazionarie. In comune, la servitù volontaria.
La democrazia è nemica della differenza. Porta naturalmente in corpo una vocazione all’unificazione identitaria, massificata e neutralizzata. Per questa via, è veicolo di spoliticizzazione. Il pluralismo democratico è la maschera di un fondamentalismo secolarizzato. La mentalità dei più è pensiero universale. La soluzione democratica del conflitto riunifica volta a volta la società divisa. Il pensiero della differenza è una delle più efficaci critiche della democrazia.
Il democraticismo è l’ordine simbolico proprio delle società contemporanee. E’ la legittimazione democratica che tiene in piedi le forme di potere. Senza più alternative. Chi non è democratico, deve diventarlo. La forma – quella che chiamano il valore – universale della democrazia è il vero legame sociale. L’Impero – come struttura a rete di potere – ha bisogno di una aggettivo qualificativo: è Impero democratico. Questa, l’assoluta novità.
Aggredire teoreticamente, non politicamente, i tabù che l’inconscio collettivo considera a questo punto inattaccabili. Fondamentalmente due: il principio di maggioranza e una testa un voto. La democrazia ridotta a questo vuol dire che non se ne può parlare in modo diverso da questo. Allora un’analisi logico-storica delle idee realizzate, e una storia concettuale, possono servire a decostruire il problema. Il seguito si vedrà.
postato da: cielinesodo alle ore febbraio 01, 2005 21:26 | Permalink | commenti
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mercoledì, 15 dicembre 2004

CURA PHILOSOPHICA

Umberto Galimberti spiana oggi sotto la testata CULTURA di Repubblica (che on line non lo fa vedere...) la storia della filosofia come terapia. Germania, 1981: Gerd Achenbach apre il primo "studio di consulenza filosofica. E' l'onda di Platone alternativa del Prozac  come medicina dell'anima. Insomma, la filosofia che aiuta a vivere meglio. Galimberti descrive, insiste, sintetizza, racconta e divulga. Il nocciolo, forse, è nella citazione socratica alla fine della sesta colonna:

"Non faccio nient'altro che andare in giro a persuadervi, giovani e vecchi, a capire che la vostra prima e maggiore preoccupazione non deve riguardare il vostro corpo e le vostre ricchezze ma la vostra anima, in modo che sia la più eccellente possibile".

 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 15, 2004 13:20 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 05 novembre 2004

BUSH-2: PENSIAMOCI... BENE

So di essere ineffettuale, rispetto all'ondata di commenti sulle elezioni Usa. Ma vorrei sottolineare che - oltre ad essere andato regolarmente a dormire nella notte dei televisori viventi - non sono riuscito a trovare nulla di convincente nell'interpretazione ex post della sconfitta di Kerry. Alla fine, è ripuntata la filosofia con l'eco di una verità scomoda. Acutezza, disincanto, geopolitica. Massimo Cacciari  la racconta giusta giusta qui.

Ripensiamoci. Bene...

postato da: cielinesodo alle ore novembre 05, 2004 20:40 | Permalink | commenti
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mercoledì, 27 ottobre 2004

WM1

"Con New Thing io non lo so, cosa ho scritto. O meglio, ho un'idea abbastanza chiara sulla struttura, l'universo che ho voluto rappresentare, le suggestioni da cui sono partito, il lavoro sullo stile etc. Ma un libro è la sintesi del lavoro di chi lo scrive e chi lo legge, una narrazione è compiuta solo quando qualcuno la ascolta. Quindi io, al pari di tutti voi, devo ancora scoprire cos'è, questo New Thing su cui ho faticato per tre anni, always with a little help from my compadres.
E arrivo al nocciolo: quando uno ci ha messo tre anni a scrivere una cosa, non pretende certo che chi l'ha letta impieghi altrettanto tempo per leggerla o commentarla , però uno ce l'avrà pure, il diritto di chiedere un piccolo sforzo. Non bruciate tutto quel tempo di vita e tutto quell'impegno in una sola frase-zolfanello: "Mi è piaciuto", "Non mi è piaciuto", "Bello", "Brutto". Parlate, ditemi, spiegatevi, chiedetemi conto di.
Wu Ming 2 su Guerra agli Umani ha ricevuto commenti molto articolati, a volte illuminanti, quasi sempre pertinenti, raramente "tirati via". Sui nostri romanzi collettivi e sul nostro lavoro, la discussione continua, via e-mail, su Giap, de visu. E' la benedizione del nostro progetto, questo continuo scambio. Ci fa andare avanti. Senza di esso, non saremmo qui. Saremmo in camicia di forza nella cella imbottita in cima a una qualche torre d'avorio.
Ecco, vi chiedo di continuare a lavorare con lentezza"




postato da: cielinesodo alle ore ottobre 27, 2004 22:00 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 09 ottobre 2004

POWER POINT

Potere: una discussione filosofica fra Cacciari e Panebianco. Punti di vista filosofico-politici. Confronto intellettuale raffinato e d'alto livello. Concetti densi, eppure d'attualità. Una paginata decisamente interessante, anche se pubblicata da il foglio.

postato da: cielinesodo alle ore ottobre 09, 2004 19:52 | Permalink | commenti (5)
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