martedì, 16 gennaio 2007

AUSTRALIA: AUTO SOLARE BATTE RECORD PERTH-SYDNEY
4.000 KM IN 5 GIORNI. STESSA POTENZA DI UN ASCIUGACAPELLI

La notizia arriva da Sydney. Vale la...candela


Una piccola automobile dalla  potenza pari ad un asciugacapelli ha segnato il nuovo record mondiale per l'auto solare più veloce lungo la strada da Perth a Sydney, da un estremo all'altro dell'Australia. Il futuristico veicolo costruito e guidato da docenti e studenti dell'Università del Nuovo Galles del sud a Sydney, che è all'avanguardia mondiale nell'efficienza dei pannelli solari, è giunto ieri pomeriggio presso l'Opera House di Sydney, dopo aver percorso poco più di 4.000 km in cinque giorni.
   Il Jaycar Sunswift III, dall'aspetto di una grossa busta postale su ruote, usa appena 1,8 chilowatt di energia ed ha quasi dimezzato il primato precedente di 8 giorni e mezzo, stabilito nel 1994 dall'auto australiana Aurora. Il nuovo record sarà omologato dall'International Solar Federation.
   Con una velocità di crociera fra 70 e 90 km/ora, la Sunswift III ha usato per l'epica traversata solo l'energia solare, catturata da 11 mq di pannelli montati sopra il veicolo. Costruita tre anni fa, ha un'efficienza di motore del 95%, una velocità massima di 140 km/ora, spazio ristretto per due persone ed un peso di appena 220 kg.
   L'auto non ha trasmissione, né fari, e le quattro ruote sono le sole parti mobili del veicolo. Un computer a bordo controlla un sistema di navigazione satellitare che sonda il terreno e calcola la quantità di energia necessaria di volta in volta, in particolare nelle salite.
   Stappando champagne con la squadra davanti all'Opera House, il leader del progetto Yael Augarten ha detto che la traversata è stata relativamente senza inconvenienti. La difficoltà maggiore, ha detto, era di doversi alzare prestissimo ogni mattina. Nonostante il chiaro messaggio a favore dell'efficienza energetica, Augarten ammette che il modello non si presta all'uso pubblico, date le scomodissime condizioni di guida. "Si guida distesi in posizione quasi orizzontale, con appena la testa che emerge dal tettuccio. I freni si azionano con un piede e l'acceleratore con un pollice. Lo spazio è angusto, non vi è climatizzazione e la temperatura è di circa 10 gradi superiore all'aria esterna. Quando si attraversava il deserto la temperatura in cabina arrivava a 50 gradi".

postato da: cielinesodo alle ore gennaio 16, 2007 16:00 | Permalink | commenti
categoria:australia
mercoledì, 23 agosto 2006
Ha preso il via in Australia la campagna per il controllo delle nascite di canguri. L'amministrazione di Canberra ha deciso per la pillola contraccettiva. "E' decisamente molto meglio così che sparare a un animale che è anche il nostro simbolo nazionale", ha spiegato Simone Gray, portavoce di 'Animal Liberation', la più importante associazione animalista australiana.
    Si stima che nel Paese siano 57 milioni i canguri selvatici, vale a dire quasi tre volte la popolazione di tutta l'Australia. I marsupiali, oltre a invadere i campi coltivati e a danneggiare i raccolti, sono i principali responsabili degli incidenti stradali. Nella sola Canberra, che conta 300.000
abitanti, i canguri sono stati responsabili di 600 incidenti stradali. Gli sterminati prati e la foresta intorno alla cittadina hanno la più alta densità di popolazione marsupiale dell'Australia: tra i 450 e i 600 esemplari per chilometro quadrato.
    Il governo locale ha annunciato che le pillole contraccettive saranno disseminate nei prati dove gli animali sono soliti pascolare. Due anni fa la decisione presa dalle autorità di Canberra di sparare a 800 esemplari suscitò le proteste dei gruppi animalisti locali e costrinse il governo a cercare soluzioni alternative.
postato da: cielinesodo alle ore agosto 23, 2006 16:56 | Permalink | commenti
categoria:australia
martedì, 14 marzo 2006

AUSTRALIA: SIGNORA DI SYDNEY CATTURA COCCODRILLO IN PISCINA

SYDNEY,    Una signora di Turramurra, agiato quartiere settentrionale di Sydney, si è trasformata in cacciatrice di coccodrilli quando è andata a tuffarsi nella piscina dietro casa, meno di tre settimane dopo la cattura di un altro piccolo coccodrillo, altrettanto spaesato, a Cromer, a pochi chilometri di distanza. Questa volta si trattava di un coccodrillo di acqua dolce di 53 cm, differente dalla specie killer di acqua salata cui apparteneva il rettile di 60 cm, trovato in un corso d'acqua di un parco pubblico il 23 febbraio.
   "Una donna ci ha telefonato per dire che aveva trovato un coccodrillo nella sua piscina" ha detto la portavoce dell'Australian Reptile Park, Mary Rayner. "L'aveva anche catturato. Era molto arrabbiato e gli aveva legato il muso con una corda".
   Anche in questo secondo caso non è chiaro come l'animale, che puòcrescere fino a tre metri di lunghezza, sia finito a Sydney, poichè il suohabitat ènelle zone tropicali come il Queensland settentrionale.
   Quello trovato il mese scorso aveva trascorso probabilmente diversi mesi nel corso d'acqua, nutrendosi con una ricca dieta di carpe, ed è possibile che vi sia stato abbandonato da qualcuno che lo aveva catturato nel nord del continente. Ma Rayner ha detto di non poter fare congetture su come quello d'acqua dolce sia giunto a Sydney, dove l'inverno ormai imminente sarebbe stato troppo freddo perchè potesse
sopravvivere. Il rettile è stato trasferito nel Reptile Park, che già ospita quello trovato il mese scorso. "Se continua così non avremo più posto", ha detto Rayner.


AUSTRALIA: GUIDA 40 KM A MARCIA INDIETRO, ARRESTATO

 SYDNEY Un automobilista in Australia è stato incriminato dalla polizia per guida in retromarcia piu' del necessario, dopo aver viaggiato all'indietro per oltre 40 km lungo una delle strade nazionali più trafficate. Un portavoce della polizia ha detto che l'uomo è stato fermato
ieri sulla Hume Highway, che collega le due maggiori città del Paese, Sydney e Melbourne.
   Gli agenti, che erano stati avvertiti da altri automobilisti, hanno bloccato l'auto nei pressi di Benalla, 200 km a nordest di Melbourne, e al conducente è stato proibito di continuare il viaggio. L'uomo, il cui nome non è stato reso noto, ha spiegato agli agenti che la marcia indietro era l'unica marcia che funzionava e che si stava recando alla cittadina di Numurkah, ad altri 90 km di distanza. E' imputato anche di guida senza patente e di guida di un'auto non immatricolata, e dovrà comparire davanti al tribunale di Albury in data da destinarsi.

postato da: cielinesodo alle ore marzo 14, 2006 13:25 | Permalink | commenti (2)
categoria:australia
martedì, 07 marzo 2006
SYDNEY, 7 FEB - Un commercialista di Sydney accusato di aver mutilato e ucciso 17 conigli e un porcellino d'India,
non è riuscito a convincere il magistrato a trattare il suo caso sotto le leggi sulla salute mentale e di farsi quindi
passare per incapace di intendere e di volere quando commise i reati di cui é imputato. Brendan Francis McMahon di 37 anni, nativo della Nuova Zelanda, deve ora quindi rispondere di 18 accuse di crudeltà aggravata contro animali, dopo che le bestiole furono trovate morte o morenti nel suo ufficio nel centro di Sydney e in un vicolo vicino, fra luglio e agosto
dello scorso anno.
   Davanti al tribunale locale di Sydney, il legale di McMahon ha detto al magistrato che il suo cliente soffriva chiaramente
di psicosi, parzialmente indotta dalla dipendenza dalla droga metanfetamina, detta ice, che fumava quotidianamente e che
gli causava allucinazioni e fissazioni, inducendolo a credere di comunicare con i conigli.
   Il magistrato Ian Barnett ha respinto l'istanza, affermando che i reati sono di natura molto grave. L'udienza è stata
aggiornata al 23 maggio, quando sarà udita la deposizione di uno psichiatra forense. McMahon è anche imputato di possesso di marijuana, ma è stato scagionato dall'imputazione di rapporto sessuale con un coniglio femmina, un reato passibile di condanna fino a 14 anni di carcere.
postato da: cielinesodo alle ore marzo 07, 2006 16:54 | Permalink | commenti (1)
categoria:australia
martedì, 21 febbraio 2006

 Una donna di 98 anni affetta da demenza è stata stuprata in diverse occasioni nell'arco di sei mesi in un in una casa di riposo dello Stato australiano di Victoria. Ed altre anziane residenti hanno subito aggressioni sessuali da parte dello stesso dipendente, che solo mesi dopo è stato denunciato e quindi arrestato. E' una delle sconvolgenti rivelazioni di un'inchiesta giornalistica del programma Lateline della Abc Tv, trasmessa ieri sera, che ha provocato rinnovati appelli ad imporre l'obbligo di riferire sugli abusi contro gli anziani.
   Il programma ha anche trasmesso un'intervista ad una dipendente di un'altra casa di riposo, mostrata col volto oscurato e la voce contraffatta per non farla riconoscere, che ha riferito come pazienti di demenza venivano umiliate di fronte ad altri residenti e spesso drogate e rese prive di sensi. E ha descritto una situazione di insabbiamento sistematico da parte della direzione, di mobbing nei dipendenti che si oppongono, e di infrazioni alle norme governative di accreditamento e di gestione dei reclami. Una portavoce del dipartimento sanità, contattata da Lateline, ha dichiarato però che tutte le denunce di abusi menzionate nel programma sono state a suo tempo investigate e considerate infondate.
   Due sorelle hanno dichiarato al programma che la loro nonna aveva 95 anni ed era in uno stato avanzato di demenza, quando la fecero ammettere in una casa di riposo. Diversi anni dopo, durante una visita le donne notarono un cambiamento nelle sue condizioni, la trovarono quasi senza vita. Dopo di allora, la salute ed il comportamento continuarono a peggiorare.
   "Ci fu detto che era solo l'età e la demenza, ma lo scorso dicembre il nostro peggiore incubo si è realizzato, quando ci ha contattato la polizia, per dirci che nostra nonna era stata stuprata tre volte da un badante, in un periodo di circa sei mesi", ha raccontato una delle due sorelle. "E non solo lei,
l'uomo aveva violentato...e commesso atti osceni su tre altre donne, ben oltre i 90 anni, nella stessa casa di riposo". Le polizia ha anche detto loro che un altro dipendente era stato testimone di una delle aggressioni, ma non l'aveva riferito per altri due mesi. (ANSA).

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 21, 2006 13:10 | Permalink | commenti (2)
categoria:australia
mercoledì, 14 dicembre 2005

Agli antipodi delle periferie di Parigi, l'ultima spiaggia del razzismo... Ecco l'aggiornamento ufficiale. Personalmente, ci penso per esserci passato nove mesi fa. Forse è il caso di rifletterci anche come annuncio di qualcosa che ci riguarda.

AUSTRALIA: DA SPIAGGE, VIOLENZA DILAGA IN RESTO PAESE
INCENDIATE DUE CHIESE A SYDNEY, SCONTRI A PERTH E MELBOURNE
 Una massiccia presenza di polizia ha impedito il ripetersi la scorsa notte a Sydney degli scontri fra bande di surfisti e bagnanti, che difendono il loro 'territorio', e giovani di origine mediorientale che vi convergono dai sobborghi. La tensione però non accenna a calmarsi, mentre gli attacchi e gli sms con 'dichiarazioni di guerra' si diffondono ad altre città d'Australia.
   Oltre 450 agenti erano in pattuglia la scorsa notte sul lungomare e nelle altre zone calde, con posti di blocco alle strade diaccesso alla striscia di spiagge del surf. Cinque persone sono state arrestate, ma non vi sono stati incidenti gravi. Si èscongiurato così il ripetersi per la terza notte degli scontri che avevano preso il via domenica scorsa sulla popolare spiaggia di Cronulla, per estendersi a quelle vicine.  
 Il vice capo della polizia, Mark Goodwin ha fatto appello ai leader religiosi e comunitari perchè aiutino ad allentare la
tensione, ed ha assicurato che la presenza accresciuta della polizia continuerà a tempo indefinito, per impedire che le violenze si ripetano. Due chiese cristiane sono state intanto bersagli di attacchi nei quartieri ovest: la Uniting Church, a
poca distanza da una moschea, è stata data alle fiamme impegnando i pompieri per due ore, e nella vicina chiesa
anglicana di St Thomas 10 vetrate sono state infrante da sassi. 
  Nella stessa zona sono stati sparati colpi di arma da fuoco contro auto nel parcheggio di una scuola cattolica, mentre si
teneva una veglia di canti natalizi a lume di candela. L'arcivescovo di Sydney Card. George Pell si è detto "profondamente preoccupato per i gesti di intolleranza religiosa che prendono di mira le celebrazioni del Natale, ed in una scuola con bambini anche di cinque anni".
   Il premier laburista del Nuovo Galles del sud, Morris Iemma ha riconvocato il parlamento dalla pausa estiva domani per
approvare nuove leggi e dare alla polizia maggiori poteri, come bloccare l'accesso ad intere aree, perquisire persone e veicoli, far chiudere bar e negozi di alcolici e confiscare le auto di chi é coinvolto in disordini. I nuovi poteri, modellati su
quelli che la polizia aveva durante le Olimpiadi del 2000, prevedono anche l'estensione a 15 anni della massima pena per
chi partecipa a tumulti.
   Gli attacchi a sfondo razziale e gli sms con 'dichiarazioni di guerra' si diffondono intanto ad altre città d'Australia. A
Perth una famiglia mediorientale è stata attaccata da 11 uomini, a Adelaide un tassista libanese è stato colpito a pugni
da un passeggero, e a Melbourne un mattone ha infranto una finestra degli uffici del Consiglio islamico australiano.
   La prima battaglia era scoppiata domenica scorsa quando circa 5000 giovani locali, in gran parte ubriachi e molti ammantati con bandiere australiane, si erano raccolti a Cronulla per 'proteggerla' dopo un attacco a due bagnini la domenica prima. Secondo la polizia gruppi di neonazisti avevano incitato la folla alla 'caccia ai libanesi'. Questi avevano dapprima avuto la peggio, ma la sera sono arrivate decine di giovani armati di mazze, che si sono 'vendicati' spaccando i finestrini di un centinaio di auto. Lunedì sera di nuovo bande di giovani dei quartieri ovest sono discesi a est, attaccando a caso i passanti e i negozi, e danneggiando decine di auto.
Mentre i disordini di Sydney continuano a ricevere attenzione dai media attorno al mondo, il premier conservatore John Howard assicura che gli altri Paesi "non giudicheranno l'Australia da incidenti che si verificano nell'arco di pochi giorni" aggiungendo che "ogni Paese ha incidenti che non si presentano bene all'estero". Il
portavoce laburista per gli Esteri, Kevin Rudd afferma però che "chiunque crede che i disordini non stiano danneggiando
l'immagine internazionale dell'Australia, nasconde la testa nella sabbia". (ANSA)

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 14, 2005 15:38 | Permalink | commenti
categoria:australia
martedì, 01 novembre 2005

Arriva un boomerang, sette mesi dopo il viaggio in Australia. Incredibile. Inconcepibile. Paradossale. Un vero esempio di come la gente possa essere meschina, gretta, presuntuosa, invidiosa. Provo a raccontarlo...

Succede che a Sydney abbiamo il numero di telefono del classico "amico di un amico". Succede che lo contattiamo e lui è disponibile. Di più: all'appuntamento ci fa conoscere un italiano trapiantato in Australia e un suo collega di lavoro. I due (quello del numero di telefono e il suo collega) si rivelano gentilissimi, ospitali, stradisponibili. Per dire, sono loro a regalare la "dritta" di Byron Bay e soprattutto il modo migliore e più economico di noleggiare un'auto. Ma fin dall'inizio sono assolutamente "squisiti".

Succede che ci si ritrova prima della partenza per l'Italia. Colazione, sigaretta, un giro del posto dove i due lavorano. Non basta, perché ci identificano come "coppia italiana tipica": turisti in Australia, ma con un viaggio da archiviare in qualche modo. Così ci prestiamo volentieri a questo fuori programma.

Succede che manteniamo, sporadicamente, contatti con loro anche dagli antipodi italiani. Succede che a me viene l'idea di utilizzare l'esperienza fatta con loro due nel posto dove lavorano. Mi sembra una buona idea. Li informo. Sono d'accordo. Via libera. Li cito per nome e cognome. Mi sembra il minimo. Ed è normale far così. Ad ognuno il suo.

Succede che passa altro tempo. Finchè la mia idea si concretizza davvero. Finisce in rete. I due sono contenti, come lo sarei stato io al posto loro. Normale. Nulla di straordinario o eclatante. Il mondo ha continuato a girare come prima. Soltanto si è un po' chiuso il cerchio della reciprocità con i due amici di Sydney.

Succede che qualche motore di ricerca deve aver sputato la cosa dentro il Pc di una loro collega. Succede che la signora si scandalizza. Perchè? Perché i due sono citati e LEI non è stata nemmeno vagamente interpellata. Ma come? LEI è la signora dell'ambaradan, LEI è la star, LEI è è...LEI. Ma come mi sono permesso (io) di non inginocchiarmi davanti a LEI? (Già, come mi sono permesso?) E soprattutto lo sapevo che i due miei interlocutori sono, rispettivamente, l'ultima ruota del carro e un volgarissimo precario? (No, non mi ero preoccupato delle gerarchie da caserma. Confesso: non è nelle mie corde fare troppe distinzioni). LEI è LEI, loro due sono due merde.

Succede che lo "sgarbo" fa il giro del mondo via e mail.

Succede che dopo il boomerang a noi tre girano i coglioni. E adesso toccherà a LEI risvegliarsi un bel mattino a Sydney, arrivare fino allo specchio e scoprire che ha la faccia come il culo. E che tutti l'hanno scoperto...

postato da: cielinesodo alle ore novembre 01, 2005 17:49 | Permalink | commenti (1)
categoria:australia
lunedì, 11 aprile 2005
AUS1
AUSTRALIA 1

AUS2
AUSTRALIA 2

AUS3
AUSTRALIA 3

AUS4
AUSTRALIA 4

AUS5
AUSTRALIA 5
postato da: cielinesodo alle ore aprile 11, 2005 22:38 | Permalink | commenti (2)
categoria:australia
lunedì, 11 aprile 2005

Il cibo, agli antipodi, non s'ingoia indifferentemente. E dentro i bicchieri, a volte, arrivano sorprese. Un mese a tavola in Australia deposita memoria papillare. E' un gusto ruminare con la memoria? Di certo, credo sia una chiave descrittiva del viaggio.

Premesso che spesso abbiamo mangiato in casa dei nostri ospiti (breakfast e dinner variegatamente europei, para-americani, inevitabilmente australiani) e che una volta ci siamo esibiti ai fornelli con la pasta "al ragù" (pentola troppo piccola, le nostre penne praticamente crude...) - per il resto a tavola è successo un po' di tutto. Assaggiato il canguro, tanto per cominciare. Bistecca, nel senso del filetto. Tre strati nel piatto. Necessariamente sanguinolenti: la cottura prolungata la trasforma in dura suola da scarpe. Sapevo che cosa mangiavo (eravamo in quel ristorante proprio per il canguro), non ho avuto scrupoli o remore. Devo dire che il canguro è buono, anche se ha un netto retrogusto leggermente dolciastro simile alla carne di cavallo. A me sembra più "duro" il gusto del cinghiale. E comunque il piatto valeva la bistecca...

A metà viaggio, invece, mi è venuta la nausea da fish & chips. Non è nelle mie corde gustative. Riconosco che è una soluzione efficace alla fame "turistica". A Manly Beach ho gustato fino in fondo (e non per fame...) la miglior abbinata di pesce e patatine: fritte con cura, senza traccia di olio, croccanti senza additivi, gustosi nell'economia del take away. A Port Macquire ho abbassato la saracinesca mandibolare, stretto i denti, chiuso l'esofago. Una montagna di calamari, seppie, pesce in versione para-industriale con la valanga di patatine surgelate ha fatto scattare la molla del rifiuto.

Sulla sedia "in" davanti al tovagliato ricercato in locali che pretendono riconoscimento, ho progressivamente arretrato la presunzione culinaria italica. A  Palm Spring, di fronte al-parco spiaggia ho "scoperto" il vino bianco neozelandese apprezzando il pesce. A Port Stephen, nel locale della cooperativa pescatori mi sono "sparato" due colpi di ostrica shot e un trancio di salmone niente male. A Byron Bay, in una scecie di vagone post-moderno che è il ritorante Olivo, ha preso consistenza la new cousine aussie. Nell'Hunter Valley - in una casa di campagna assai english style - mi sono arreso all'evidenza: da Robert si possono mangiare linguini e gnocchi praticamente italiani, anche se poi il conto lievita.

Pizza e pasta ovunque. Ma di tenore radicalmente diverso dalle nostre. La pizza è spesso all'americana, la pasta più che scotta pre cotta. Agli antipodi, meglio arrangiarsi in casa se non si vuol mettere mano al portafogli nel momento della nostalgia italica. In compenso, caffè (non solo Illy) decisamente intazzato come da noi. Cappuccini bollentissimi dovunque ed in qualunque preparazione. Per di più è stato impossibile spiegare che andava bene anche con metà latte a 2000° e l'altra metà completamente freddo. Al massimo, arrivava il cappuccino da ustione (a volte, anche alle dita...) con un micro bricco di latte freddo. Alla fine, ci è capitato di maturare un ostracismo gastrico nei confronti dei portoghesi. A dir la verità, siamo rimasti appesantiti da una rosticceria paesana con polli di Lisbona (forse) e menu McD australiano. Sta di fatto che nel quartiere portoghese di Sydney ci siamo rifugiati... in pasticceria, piuttosto che sederci in uno dei tanti locali dell'immigrazione lusitana.

Gli australiani bevono birra, come e più degli inglesi. Ma producono ottimo vino. Assaggiate bottiglie prima e dopo il pellegrinaggio nella loro contea vignarola. Meglio i rossi dei bianchi, tendenzialmente. Discutibili ancora gli spuamnti, frizzanti, para-champagne. Ma Verdelho e Cabernet-Merlot da fotografia e archivio, pur essendo io un quantitativo ignorante che non riconosce il profumo di bacche nel sottobosco di sequoie annusando il bicchiere rigorosamente ampolloso. Una giornata di assaggi a raffica ripaga della deviazione: vigne basse, paesaggi notevoli, atmosfera un po' toscana un po' austriacante, sorsi da oltre 13° e produzione "artigianale" misurata.

Il succo d'arancia, invece, si vende anche concentrato. Nel senso che una confezione da supermarket va allungata con due litri d'acqua. Bevuta così, naturalmente incapaci di comprendere lo spirito del marketing familiare australiano, fa un certo effetto. Restando ai liquidi, sciroppo d'acero per le apposite focaccine Usa e soprattutto GINGERBEER che sembra chissàche e si rivela una Schweps con tanto di etichetta uguale alla tonica al gusto di ginger. Fanno impazzire i bambini. Si assaggia (quasi) tutto. C'è di meglio sicuramente. Ma per noi alcolisti la vita in Australia è in salita. Bottiglie tassatissime dal governo. Si vendono negli appositi liquors shop. Vanno nascoste pubblicamente nei sacchetti di carta. Al bancone, cocktail deludenti: Negroni? Mai letto nelle liste. Il Martini nel fichissimo bar sulla marina zeppa di yacht ha l'oliva ma ha annacquato il gin. 

Ho sperimentato (non si dice così?) anche il thai, il viet e l'indiano-aussie. Più divertente l'osservazione dei consumi alimentari durante la mega-fiera pasquale nel parco olimpico. Cosce di maiale fritte con la salsa rossa in punta esibite come le mele da luna park. Zucchero filato in pacchi come fosse pop corn. Intorno al rodeo, stravince l'imitazione americana.

Dimenticavo l'antipasto italiano delle 17 aspettando il tramonto all'Opera House. E la "mozzarella" neozelandese che si taglia a fette ma resta lontana parente. In cambio, da Bruno spunta d'improvviso ricotta&pere che almeno è produzione di seconda generazione e conserva l'eco dell'originale campano. Come gli arancini di Dolcini più vicini alla Sicilia che all'imbastardimento indigeno.

A tavola, in Australia si cerca di imitare, importare, frullare l'etnicamente chic (italiano, francese, spagnolo) nel menù che imporrebbe un antipasto minimalista giusto per riattizzare l'appetito, un solo piatto forte di carne o di pesce con verdura, patate e quant'altro già servito, il dessert che può essere formaggio. Mediamente, con 30 dollari ci si nutre bene.

postato da: cielinesodo alle ore aprile 11, 2005 13:58 | Permalink | commenti (2)
categoria:australia, cieliextra
mercoledì, 06 aprile 2005

Impressioni australiane, dunque. "Stile di vita inglese in spazi americani" sintetizza la ragione di vita, scientificamente diagnostica. Ma agli antipodi è, davvero, un altro mondo. Intanto è... futuro anteriore: sempre più avanti di 8-10 ore (a seconda dei fusi e della legalità dell'orologio) rispetto al nostro vecchio continente. Poi soprattutto a Sydney si adocchia la volontà di spingersi oltre, avanti, più in là. Con l'architettura post-moderna tutta torri e sky line. E perfino con i ferry capaci di sgattaiolare sul pelo dell'acqua. O con la videosorveglianza che trova modo di accomodarsi anche in taxi (sarete fotografati...). Gli australiani hanno un passato da colonia di convicts da dimenticare, la colpa di aver espropriato e sterminato gli aborigeni da scontare e l'irrefrenabile volontà di calamitare progresso fra le sterminate foreste, deserti inabitabili e spiagge senza una sola sdraio.

E' la natura che si impone. dovunque. Mai visto nulla di paragonabile alla tempesta di lampi sul cielo di Sydney all'inizio di marzo. Poi il bush (che non è il presidente Usa, ma la foresta) che spunta sempre, avvolge tutto, si conserva e dilata l'orizzonte che non trova più una linea diversa dal verde di eucalipti variegati in centinaia di specie. Ancora: fiori tropicalmente eccezionali nelle tinte e macchie di colori che a distanza sembrano stampati in digitale. Se non basta, si passa ai volatili: dai piccioni bicolori a sfumature pastello ai pappagallini arcobaleno fino a corvacci simili ai viennesi e ad un ibrido (il nome? ah, saperlo) fra pellicano e flamigo che è un po' lo spazzino dovunque vive. E' scontato non dimenticare la potenza dell'oceano con onde che impediscono di nuotare e obbligano ad esercitarsi nel puntare i piedi nella sabbia. Acqua non così gelata come ci si aspetterebbe, salata più della nostra, a volte verdina a volte cobalto. Mare aperto, potente, che sempre si distingue dal cielo.

Ecco, i cieli d'Australia sono forse la memoria visiva indelebile. Dopo i lampi (con tuoni enormi, improvvisi e dilatati) resta l'eccezionale intensità di luce, nitore del colore, luminosità delle sfumature. Qui "parlano" e "raccontano" meglio e di più le foto che sto sempre aspettando. Albe e tramonti lì erano perfino più affascinantemente tratteggiati che nelle cartoline stereotipate. Eppure sono stati i cieli "normali" a fare presa. Nuvole bianche in corsa anche con il vento leggero. Nuvole grigie che alla fine hanno nascosto un mezzo arcobaleno al neon. Nuvole nere che non sempre scaricavano pioggia temporalesca, limitandosi ad oscurare il sole ma mai quella traccia di luce da altro mondo. I cieli nemmeno in riva al mare oceanico (e/o di Tasmania) si tuffavano lungo la linea di confine con le onde. E sopra il bush devono sgomitare per farsi vedere. Diventano un'opera d'arte nelle Blue Mountains: è l'effetto blu musicalmente tonale degli eucalipti che "spennellano" la roccia mentre la volta si specchia nell'intreccio del gioco dei riflessi. A Sydney, invece, c'erano cieli-canguro che saltellavano di baia in baia, di approdo in marina, di imbarco in porto, di grattacielo in villa. Vedrete e sarà meglio...

La prima puntata mi piace chiuderla con qualche link a caso: le immagini della mostra su Kirsh, personaggio che 70 anni fa ha vissuto una storia emblematica che ancora ci parla con i toni dell'attualità; il sito di un servizio pubblico davvero speciale capace di mandare in onda il multilinguismo d'Australia; la contea di bicchieri, botti, cantine e bottiglie; la mappa per girare anche virtualmente; un mito della palla ovale che ora fa capuccini nel suo negozio sportivo; il giornale di Sydney

postato da: cielinesodo alle ore aprile 06, 2005 13:17 | Permalink | commenti (1)
categoria:australia, cieliextra