Mi sono preso una (lunga) pausa. Il lavoro stritola le giornate. Gli impegni strutturali limitano la libertà. Gli imprevisti pesano, non soltanto sul sonno. La vita dell'ultimo mese non è stata facile.
Comunque, sono ancora davanti allo stesso videotermimale. E provo a scartare di lato, rispetto al binario morto imposto da capi e capetti. Non scriverò nulla di clamoroso ed eccezionale, ma almeno aggiorno questo spazietto di autonomia di pensiero.
Tanto per cominciare, la (quasi) certa mèta del prossimo viaggio: qui Un'idea che mi frulla in testa da anni, decisamente migliore rispetto al mare d'inverno mord-e-fuggi. La pianificazione preliminare consta, per il momento, della city map formato taschino donata da un collega che c'era stato in altri e migliori tempi e delle indicazioni per il supporto logistico ricavate da un "giro" di volontari, amministratori, militanti e donne che hanno fatto la spola nell'ultimo decennio.
Poi c'è il libro sul comodino: questo
E almeno la segnalazione dell'ultimo film (ultimo? il primo del 2007...) visto: IL GRANDE CAPO perfetto per dove sono adesso





