venerdì, 28 aprile 2006

Ancora al lavoro, ma da domani in "gita fuori porta". Vado qui e viaggio in treno: con questo libro che ho trovato nella buca delle lettere. Al ritorno, mi aspettano le bozze di una bolognese su cui c'è chi mette la mano (destra) sul fuoco: magari, bisogna vedere cosa ne dice la Lipperatura. In agenda c'è un appuntamento per lunedì, ammesso di arrivarci. E fino a mercoledì aspettano spettacoli teatrali e presentazioni. Gita continua, olè

postato da: cielinesodo alle ore aprile 28, 2006 16:24 | Permalink | commenti
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sabato, 22 aprile 2006

Mario Tommasini è morto a Parma. Alle ultime Politiche si era schierato con la rosa nel pugno...

Un grandissimo personaggio. Mai conosciuto. Seguito da lontano.

Ne ha scritto così Repubblica con Jenner Meletti:

BOLOGNA - Se n' è andato l' uomo che voleva «scaravoltare il mondo, per abolire le tante miserie...». Mario Tommasini, 78 anni, letturista dell' azienda del gas, dirigente del Pci, è morto ieri mattina all' ospedale di Parma. Non è riuscito a ribaltare il mondo, ma a cambiare molte cose: prima di tutto, dare voce e dignità agli ultimi della terra. Era assessore in Provincia quando riuscì a chiudere il brefotrofio ed anche il carcere minorile. Chiamò Franco Basaglia a dirigere - e a chiudere - il manicomio di Colorno. Molti dei "matti" trovarono finalmente una casa vera. «Non è facile - diceva - trovare 100 appartamenti in una città come Parma. E non è facile trovare i mobili per arredarli. Se ci sono riuscito, vuol dire che tutta la città, con gli industriali come Salvarani in prima fila, è stata al mio fianco». Alcuni dei "matti" trovarono posto in una Fattoria, quella di Vigheffio. Un giorno andò a visitarla anche Enrico Berlinguer. «Vedi - gli spiegò Mario Tommasini - quelle sbarre usate come recinto per i maiali? Sono le sbarre del manicomio di Colorno, dove per un secolo gli uomini sono stati chiusi come maiali». Nessun luogo chiuso - diceva - può educare alla libertà. Nemmeno il carcere minorile. Cinque ragazzi di Parma vengono arrestati per avere ucciso un loro coetaneo e Tommasini, assessore comunale, ne chiede l' affidamento. I cinque vivono in un appartamento assieme ad un operatore. Lavorano di giorno e la sera fanno i volontari per le Missioni. L' esperimento - il primo in Italia - fu autorizzato dal ministro alla Giustizia Mino Martinazzoli. L' ultimo suo sogno è diventato realtà sulle montagne di Parma, in una frazione di Borgotaro. "Progetto Tiedoli", si chiama. «Mi ero messo in testa - ha raccontato poco prima della sua scomparsa - un' idea molto semplice: i vecchi stanno meglio a casa loro che in una casa di riposo». La sfida è stata lanciata dopo il 2000. «Ho chiesto quale fosse la frazione più isolata e "sfigata" della provincia. Tiedoli, mi hanno risposto. Ci sono 70 abitanti e sono tutti vecchi. E allora cominciamo da lì. Nel luglio 2003 c' è stata l' inaugurazione». Sette appartamenti, tutti a piano terra. Le ragazze di una cooperativa sono presenti al mattino e al pomeriggio, di notte c' è un volontario. «Vedi con che gusto - diceva Tommasini - questi anziani dicono "la me ca' ", la mia casa. Ecco, mantenere i vecchi in un posto come questo costa 600 euro al mese. Gli ospiti pagano e si sentono cittadini». Tiedoli non è stata abbandonata dai suoi vecchi e allora sono arrivati anche alcuni giovani. C' è chi fa il pastore, chi lavora al computer per una ditta di Milano. «Questo è stato soltanto il primo esempio. Nelle montagne e in tutta la provincia di Parma adesso ci sono quasi 400 appartamenti come questi. Case come queste sono la prima pietra di quella che chiamo la grande rivoluzione d' amore nel mondo degli anziani. Se non fai questa rivoluzione, ti troverai solo con quel letto e quel comodino che ti tolgono la dignità. La Regione ha deciso, dopo l' esperienza di Tiedoli, di non costruire più case di riposo. Io dico: bene così, ma smontiamo anche quelle che ci sono. Trasformiamole in condomini, con tanti piccoli appartamenti, con il nome sulla porta, la cassetta delle lettere, le chiavi in tasca a chi ci abita». Un sorriso, una battuta. «Le mie idee sono così semplici. Chissà perché non vengono in mente anche agli altri».

A settembre 2003, diario aveva pubblicato questo reportage E due anni dopo il suo nome rispunta qui

postato da: cielinesodo alle ore aprile 22, 2006 17:47 | Permalink | commenti (2)
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venerdì, 21 aprile 2006

Vi invito a sorseggiare questo apologo da the, anche se personalmente la bevanda mi deprime.

Mi permetto di segnalare questo sito altrimenti "invisibile" nell'informazione dello stivale

Vorrei invitarvi a "pedalare" insieme a questa giovane casa editrice anche solo per segnalarla al vostro libraio...

Manifesto senza problemi la più assoluta intolleranza nei confronti di questa cazzo di città (ho i miei ottimi motivi)

Provo a mettermi anch'io in carrozza: se si parte, da qualche parte si andrà

E una tantum me ne vado per tempo, pronto per la cena con gli amici: il presidente che arriva da Milano (ovviamente, non è certo il nano di Arcore) e la sua metà che decide dove si mangia e soprattutto cosa si beve.

postato da: cielinesodo alle ore aprile 21, 2006 20:25 | Permalink | commenti
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mercoledì, 19 aprile 2006

Con la domanda che rigurgita sempre (Ma, adesso che avremmo vinto, non è che fanno D'Alema presidente della Repubblica?) insisto a leggere più che posso. Il resto del tempo dormo o lavoro. Scrivo poco. Anche post...

Con la domanda che rigurgita sempre (Ma in piazza Navona Nanni Moretti non aveva detto che con questi non si vinceva più e che era tutta colpa di Bertinotti?) non sono più andato al cinema. Niente Caimano, niente silenzio lungo tre ore, niente cartoni animati. Tutto votato a pagine in bianco e nero.

Con la domanda che rigurgita sempre (Ma i bulgari non dovevano tornare im-me-dia-ta-men-te in televisione?) mi accingo ad assistere allo spettacolo di Luttazzi. Ridere fa sempre bene, alla faccia dei medici.

Con la domanda che rigurgita sempre (Ma gli italiani all'estero non erano tutti fascisti alla Tremaglia?) aspetto che torni dall'espatrio settimanale la ragione di vita. Non dovrò spedire plichi all'ambasciata.

Con la domanda che rigurgita sempre (Ma non bisognava rincorrere il centro perché la sinistra radicale è massimalismo inutile?) ho saltato Pasqua e mi concentro sulla Liberazione. MayDayMayDay: arriva il 1° maggio!  

postato da: cielinesodo alle ore aprile 19, 2006 16:28 | Permalink | commenti
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venerdì, 14 aprile 2006

Giovani autori letterari crescono. Eccome.

Tanto per cominciare MARIO DESIATI (Vita precaria e amore eterno, Mondadori Strade Blu, pagine 228, euro 15). Un romanzo. Seconda prova. Riuscita per il linguaggio a tratti "poetico" e per la storia decisamente originale. Trentenni protagonisti: il siciliano Martin Bux che finisce alla periferia di Roma e Antonia Farnesi detta Toni, rampolla di buona famiglia. Amore ai tempi della gioventù. Convivenza in una San Lorenzo descritta con la cartavetrata. Lavoro da schiavo post-moderno per lui, missione africana per lei. Fino all'epilogo che non si può raccontare...

Poi c'è GABRIELE DADATI (Sorvegliato dai fantasmi, peQuod). Ha 23 anni, scrive come un "mostro". Racconti. Fino alla presuntuosa riuscita di "rimetterne a posto" uno di Calvino. Oppure svelando Charles Manson sul banco degli imputati nella dichiarazione resa senza la giuria. Con un intreccio La Valletta-Vigevano fra scarpe e 883 (nel senso del gruppo originale destinato a un futuro separato). Con la lettera alla madre. Con l'avventura di due sposi operai che occupano lo stesso posto nel letto a turni di lavoro asincroni.

Mi sono appassionato anche con STEFANO MELLINI (Stella rossa, Fernandel, pagine 128, euro 12). Una squadra di calcio di periferia: veri sfigati che si trascinano in campo come nella vita. Arriva un magrebino a fare la differenza, in campo. la squadra vince. Rivince. Va in testa. Ci resta. Finché l'extra è arrestato, cioè finisce in un Cpt con destinazione rimpatrio. Ma i compagni di squadra non ci stanno. E in particolare il protagonista rigira la frittata della famiglia, dalla stessa parte di chi non accetta la legge della predestinazione alla sconfitta.

Scrittore giovane, esordiente, frizzante: PIETRO GROSSI (Pugni, Sellerio, pagine 188, euro 12) devo finirlo stanotte. Ma il Ballerino e la Capra sul ring fanno venir voglia di mettersi i guantoni. Il pugilato non fa mai a pugni con la vita di ragazzini che si allungano a cercare la misura del futuro, molto meno in guardia, pronti a cogliere le lezioni che arrivano con il sacco da centrare.

E poi il 19 aprile è annunciata l'uscita di un titolo che parla da solo CONTRO RATZINGER (Isbn edizioni)

Ecco l'anticipazione:

Contro Ratzinger ha per oggetto il messaggio di  Benedetto XVI e la sua consistenza etica e filosofica.
Il libro prende in esame le istruzioni del  prefetto, le conferenze del teologo e i pronunciamenti del papa dall'arrivo a Roma nel 1981 fino alla prima enciclica del gennaio 2006. Ripercorre la sua vita, i suoi atti politici (compresi i più sconosciuti e imbarazzanti) e analizza la sua figura mediatica anche in rapporto a quella del predecessore. È una confutazione, una critica, un pamphlet spesso ironico, sempre divulgativo, a tratti letterario, che si tiene lontano dall’anticlericalismo di maniera proponendosi come strumento
utile per capire, necessario per difendersi.

In soli sei mesi, Joseph Ratzinger ha cambiato il panorama culturale italiano. L'unico sondaggio realizzato fino a oggi (da Swg per L’Espresso) rileva che per nove italiani su dieci Benedetto XVI è conservatore, ma aperto al dialogo, chiaro nell’esposizione e non invasivo sul terreno politico. Il papa ha successo anche nella partecipazione dei fedeli in piazza San Pietro (600mila presenze medie all’Angelus contro le 262mila di Giovanni Paolo II).  Il nuovo corso ha trionfato nel referendum sulla procreazione assistita, contando sul sostegno di numerose personalità del mondo giornalistico e politico un tempo saldamente schierate sul fronte laico. Insieme al numero dei sostenitori sono cresciuti, però, anche coloro che avvertono la presenza della Chiesa con crescente fastidio, come una minaccia alle conquiste della modernità. Il libro spiega le ragioni di un sorprendente successo e l’origine della strana capacità di Joseph Ratzinger di parlare ai contemporanei.


Il giudizio finale.
Joseph Ratzinger è un uomo erudito e un grande politico. Il suo approccio al discorso filosofico, pur rigoroso nel tono e nel linguaggio, prescinde però completamente da ogni tentativo di definire la verità. Il suo pensiero si limita a un’elencazione interessata, e discutibile, dei danni prodotti dalla modernità, come se l’eventuale cattiva influenza di un pensiero ne dimostrasse l’insufficienza teoretica.
Nella sua foga distruttiva verso l’illuminismo (o il liberalismo o il marxismo, utilizzati quasi come sinonimi), Ratzinger si rivela un intellettuale compiutamente moderno. I suoi argomenti, quasi sempre utilitaristici e storicistici, sono straordinariamente simili a quelli che imputa come colpe alla modernità. La sua autorità è quella residua della filosofia, ormai completamente spogliata del suo senso profondo. Il suo stile di vestiario quello degli ultimi papa re (come dimostra l’illustrazione sottostante)

L'autore.
Dopo molto riflettere, ha scelto l'anonimato per rendere omaggio alla tradizione dei libelli seicenteschi.
L'editore si assume, perciò, la piena paternità delle idee espresse.

La struttura.
Contro Ratzinger è un libro breve, pieno di notizie fondamentali, sorprendenti e curiose, che rivela particolari poco noti dell’attività dell’attuale pontefice. Il libro si struttura in sette capitoli, incorniciati da un epilogo e un prologo partoriti dalla fantasia dell’anonimo autore

INDICE:

FANTASIOSO EPILOGO IN FORMA DI PROLOGO
Dove si racconta la convocazione di un referendum sull’esistenza di Dio, il dilagare di un nuovo fervore cristiano nel mondo e la delusione che ne seguì.

PREMESSA POSTPOSTA. UN CLAMOROSO SUCCESSO
In cui si pongono alcune questioni. Perché Benedetto XVI piace? Quali alleanze politiche ha attivato? Da dove trae la sua autorità? Che bisogni soddisfa?

IL CORPO DI KAROL. LA RELIQUIA E LA MERCE
Ritratto di Giovanni Paolo II, del suo carisma d’attore e della centralità del corpo nel suo pontificato. La moda vaticana e il suo significato politico.

UN RAGAZZO UBBIDIENTE. UN PREFETTO UBBIDITO
L’infanzia di un capo spiegata attraverso le sue reticenti memorie. Si narra di una formidabile carriera, insistendo sull’importanza di avere l’ultima parola.

 
LE CORREZIONI. DOVE OSA L’AUCTORITAS
Fenomenologia di Joseph Ratzinger, il prefetto che contraddisse il proprio pontefice. La lotta alla teologia della liberazione e la restaurazione incompiuta.

Il BIANCO MUOVE E DA’ SCACCO IN TRE MOSSE
Descrizione di un’offensiva che ha di mira l’Illuminismo e per scopo affermare la razionalità filosofica del cristianesimo. Il problema Charles Darwin.

DELL’AMORE INFECONDO. DELL’ORRORE ASSOLUTO
Degli ambigui rapporti tra omosessualità e cristianesimo. Di un’epistola del prefetto ancora più ambigua sul tema della pedofilia nella Chiesa.

DE GENERAZIONE. LA VITA E LA SUA PROPRIETA’
Nascita, aborto, fecondazione artificiale. Analisi degli argomenti del papa e denuncia della loro incontrovertibile e inumana modernità.

FANTASIOSO PROLOGO IN FORMA DI EPILOGO
In cui s’immagina il commiato tra due vecchi amici che nella vita hanno avuto molto successo. L’ultimo dialogo tra Karol e Joseph. Un’operetta morale.


    
  

postato da: cielinesodo alle ore aprile 14, 2006 15:16 | Permalink | commenti (3)
categoria:lector
martedì, 11 aprile 2006

Alla fin fine - passata la notte in cui tutte le previsioni sono nere, spenti i televisori che illuminano alienità Nexus, trovato il sonno nel viaggio al termine dell'incubo - all'ora di pranzo del secondo giorno dC (dopo Consultazioni) SEMBREREBBE proprio che è finita 2-0 con palla...al centro.

Restano intatte le domande tipo "Ce ne andiamo IMMEDIATAMENTE dall'Iraq?"

Exit, anyway. Ma che palle, ragazzi!

PS: Meglio dedicarsi alla letteratura, no? Ricordatevi questo tanto per cominciare...

postato da: cielinesodo alle ore aprile 11, 2006 12:53 | Permalink | commenti (3)
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lunedì, 10 aprile 2006

E adesso? Ci stiamo ritirando dall'Iraq? Abbiamo già spiegato a Eminem Ruini dove finisce il Tevere? La Guardia di finanza ha arrestato metà delle partite Iva per evasione fiscale?

Continuo con le domande?

postato da: cielinesodo alle ore aprile 10, 2006 17:56 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 07 aprile 2006
Ci si rivede lunedì...
postato da: cielinesodo alle ore aprile 07, 2006 22:01 | Permalink | commenti (1)
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