(a beneficio di punti nessun link oltre al suo)
Roma, andata e ritorno. Eurostar verso la capitale: stessa carrozza, qualche posto più avanti viaggia Margherita Hack, classe 1922, vitalità stellare. E' accompagnata da un coetaneo e da una signora più "giovane". (Ho appena violato la par condicio, ma sul treno non ho individuato altri candidati oltre alla signora astronoma con simpatie per i Comunisti Italiani e l'iscrizione all'associazione atei).
Roma, interno trattoria. Tavolata di amici e colleghi (la nostra: nel senso che eravamo seduti lì con l'amore della vita) che spazia dai paccheri con lo scorfano ai mangiapreti con alici e pecorino, dalle puntarelle ai fiori di zucca, dalla bistecca simplex al dolce complesso. Una cena "a strati" che comincia poco prima delle 22 e finisce alle 1.30, man mano che si sideono a tavola mamme, svizzere, fiorentini, campani, romani. Dietro il muro della stanza interna, un tavolo da quattro: Simona Izzo e Ricky Tognazzi. Alla collezione "Vips in capital tour" mancava però Enrico Vanzina, regista indimenticabile nella storia del cinema italiano, in compagnia della moglie più o meno rifatta con annesso barboncino bianco.
Roma, hotel di stralusso con vista panoramica. Mentre a me tocca il solito divano nel solito appartamento grazie alla solita ospitalità, l'amore della vita frequenta - per obblighi lavorativi, naturalmente - la mejo residenza e nel corridoio s'imbatte con Loredana, nel senso della Lecciso: sgranamento di occhi per l'incontro fortuito a distanza non siderale (la vamp di Al...Bano), quindi massima concentrazione su quante kalorie ha ingurgitato nel dialogo sui massimi sistemi con la ragazza che l'accompagna.
Roma, libreria della stazione. Cerco e non trovo "Pugni", che quindi non leggerò nemmeno durante il viaggio di ritorno. In compenso, fra gli scaffali verso la cassa spunta Piercamillo Davigo e io che notoriamente non appartengo al "partito a tutta manetta" mi ritrovo con un brivido lungo la schiena, finché lui sbatte la super-troller fra le novità del mese e la valigia di un viaggiatore che alza lo sguardo e si ammutolisce immediatamente.
Eurostar di ritorno: niente da segnalare. Non succede tutti i giorni di viaggiare nello stesso scompartimento di Luca Zingaretti (che fra parentesi ho scoperto essermi coetaneo, ma con molti capelli in meno...) o Tina Anselmi. Tant'è che rientro a casa senza intercettare altre "famosità". In compenso, per due giorni - oltre a grandine mancata, pioggia e neanche un accenno di sole - ho fatto fare una gita nella capitale anche al mal di denti.