Stamattina sono andato... a scuola. Un istituto superiore sperimentale: oltre un migliaio di iscritti, aule multimediali, laboratori, una speci di studio televisivo o di regia, auditorium con palcoscenico teatrale, biblioteca-emeroteca. Insomma, tutto nuovo e bello, moderno e efficiente. Mi è venuto subito in mente il mio vecchio liceo: ho misurato (anche a spanne...) l'abissale differenza. E ho capito quanto sono invecchiato. E come sono invecchiato male.
Mi è anche capitato di parlare con gli studenti (17-19 anni). Abbastanza da capire che - nonostante mille e anta opportunità - siano tendenzialmente "delusi" dalle difficoltà di... avere un'opportunità. E ho scoperto che dopo un corso intensivo dedicato al fascismo, al momento della verifica professorale c'è stato chi ha definito la Repubblica Sociale Italiana "lo stato che si preoccupa della socialità" e qualcun altro che ha fatto slittare la morte di benito al 1965.
A quest'ora ormai consuetudinaria, non mi resta che fare come mi hanno insegnato loro. Salire in auto e tornare a casa. magari, invece che Sanremo o il GF, faccio il giovane. e dormo





