giovedì, 30 giugno 2005

Piccole grandi "scoperte". Far da segnalibro in questo blog su esplicito invito: potrebbe diventare la prossima "occupazione virtuale". Pagina 23 del libro in lettura come chiave di volta di un blog multiverso, che si regge anche sulla nostra produzione di e mail. Gian Carlo Fusco (1915-1984) ripubblicato trent'anni dopo da Einaudi: alla faccia delle classifiche mare&monti.

Anche qui dentro (dove lavoro: questo intendo, non è un riferimento a trame di libri, per carità) si scopre un po' di tutto...  Ragazzine di 16 anni alle prese con la lettura dei demoni; napoletani Over 30 in trasferta che negano l'esistenza del traffico; concittadine sbalconate (in senso stretto, anche clinico) talmente mal "masterizzate" da aver smarrito ogni contatto con la realtà. Anche qui dentro si scopre un po' di tutto... 

postato da: cielinesodo alle ore giugno 30, 2005 16:52 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 28 giugno 2005

Torno, stremato, davanti a questo post. C'è l'afa (sempre di più insostenibile). C'è il lavoro (sempre più stritolante). C'è che non ho ancora cenato (e per quanto a dieta ho davvero fame). C'è che non ho fatto una telefonata "privata" dalle ore 20 (gli amici? vanno per conto loro, mica aspettano). C'è che non leggo più niente (altro che inviti librari...). C'è che mi aspettano due giorni di solitudine (mi ero perfino abituato, quasi, a dormire senza aria condizionata). C'è che domani mi dovrò comunque alzare alle 9 (e non andrò a dormire prima delle 2, se va avanti così). C'è che non c'è niente di buono...

...Almeno due cose, però, si conservano per bene oltre alla ragione di vita e alla F campione d'Italia. Due cose buone. La prima è qui: un mostro, davvero, che se vi capita a tiro non perdete l'occasione di lasciarvi calamitare dalla sua bravura. L'altra è lui, che conto di poter ascoltare nell'inedita versione da solo con pianoforte.

postato da: cielinesodo alle ore giugno 28, 2005 22:59 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 25 giugno 2005
Afa in aumento. Miraggio mare. Meglio condizionarsi. Lavoro finito: sfiorate le 11 ore con pausa yogurth. Fame di pizza, alla faccia della dieta. Sonno zero, per ora. Domani niente sveglia: casa-tana fino al tramonto, almeno. Lunedì si fa festa con spettacolo serale. Se a qualcuno ancora interessa, ripasso martedì pomeriggio...
postato da: cielinesodo alle ore giugno 25, 2005 21:46 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 24 giugno 2005
AFA

Afa micidiale. Caldo estivo, giustamente. Umidità terrificante. Ne risente il mio spirito, già provato negli ultimi giorni da "assalti dentistici".  Posso esclusivamente restare sotto la campana protettiva dell'aria condizionata, che considero una fra le migliori applicazioni del progresso tecno-scientifico. Stamattina, con la scusa della sveglia "preventiva" (nel senso che viene prima della consueta ora), ho pensato bene di trasferirmi al lavoro a piedi. E' vero che ero senza auto (con l'airco). E che i bus in versione estiva sono come un terno secco. Ma il taxi sarebbeo costato meno dello sforzo fisico e di resistenza che ho speso intorno alle ore 10 per completare il tragitto da casa alla scrivania con questo Pc. La prima parte non è stata male: l'ombra e la testa bagnata attutivano il colpo. L'altra metà del percorso era esposta agli UVA e per di più solo ed esclusivamente fra asfalto e cemento. Un approdo che mi ha fatto rimpiangere la scelta di camminare per la salute: ho rischiato il collasso. Una "passeggiata" che domani e nei giorni a seguire eviterò come la peste, a meno che non stia piovendo o non sia in corso una sventagliata eolica. Devo ammettere che nemmeno la drastica dieta ha cancellato la consolidata reazione al caldo umido afoso insopportabile di città. Non si tratta di sudare, ma di soffrire nel senso stretto stretto della parola. Io, d'estate, così soffro. Mi salvo in riva al mare (vero), perché mi butto in acqua. Ma non so più dormire fuori dalla mia cameretta ipercondizionata. Lo so che molto dipende dalla vecchiaia, però nessuno mi leva dalla testa che il freddo è meglio del caldo.  E siamo solo all'inizio dell'estate...

P.S: Negli ultimi giorni non ho concluso Ascanio (che è finito in riva al mare), ma ho voluto impormi di arrivare fino alla fine di questo romanzo. Non lo cito per esteso, perchè secondo me rilascia meno di quanto promette. Scrittura agile, storia complessivamente fragile. O forse da teen agers. Magari solo poco appetibile per me. Insomma, in due parole: una delusione. Cambierò casa editrice per il prossimo libro, anche se la preannunciata antologia CRIMINI è arrivata di certo sugli scaffali (con De Cataldo, ma non solo).

postato da: cielinesodo alle ore giugno 24, 2005 15:29 | Permalink | commenti
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lunedì, 20 giugno 2005

Raccogliendo l'invito di Philip Dick, aggiungo "consigli per l'estate" con precise indicazioni bibliografiche più link a parte.

Sono, in sostanza, due.

Il primo (consiglio) è un'antologia noir annunciata in libreria per i prossimi giorni. Stile Libero Einaudi con CRIMINI sventaglia gli autori italiani del "giallo" recente. Ovviamente, non posso aver letto un rigo. Tuttavia, credo preventivamente (in base all'elenco degli autori) che ci si possa costruire un'idea abbastanza precisa di questa tendenza letteraria.

L'altro titolo, invece, l'ho scoperto giusto stamattina: Geraldina Colotti, Certificato d'esistenza in vita, Bompiani. Autrice con una staoria particolare, tema in sintonia: insomma, una lettura diversa dal solito che ho iniziato in piedi fra gli scaffali dell'orrida Feltrinelli e proseguirò nei prossimi due giorni di "astinenza dal lavoro".

postato da: cielinesodo alle ore giugno 20, 2005 17:07 | Permalink | commenti (3)
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domenica, 19 giugno 2005

Mi sono perfino dimenticato di questo "dettaglio" straordinario che si aspettava da cinque anni...

postato da: cielinesodo alle ore giugno 19, 2005 19:55 | Permalink | commenti (2)
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sabato, 18 giugno 2005

Sollecitato dalla signorina Sidgi, eseguo prontamente. Siamo alla vigilia del solstizio, ergo urgono i "consigli per l'estate" a beneficio della piccola comunità leggente.

Comincio, se posso, al contrario: mi ha convinto ieri sul Corriere della Sera Giorgio De Rienzo con "Giovani scrittori, imparate le regole del romanzo" nella pagina culturale.

Cito: «Vorrei soltanto capire se chi legge un romanzo, prima di pubblicarlo e lanciarlo, prima di scriverne per poi montare un caso, abbia ancora chiaro che un'opera narrativa debba sviluppare una storia (o più storie intrecciate), avere una struttura (semplice o complessa) che la sorregga e insieme la forza di una scrittura che si trasformi in stile». Tutto ciò applicato al "capolavoro" di Leonardo Colombati: «Potrei sbagliare, ma credo onesto avvertire il lettore che questo non è un romanzo: è soltanto un contenitore zeppo di velleità e vanità pseudo culturali». Siamo stati avvisati, no?

Ma facciamo un passo avanti, per carità. Riscommetto immediatamente su un giovane "intemperante", che giustappunto incarna l'altra faccia della medaglia. La storia della generazione zero c'è, la struttura del romanzo d'esordio anche e la forza della scrittura (a 26 anni...) mi sembra - per quanto criticabile - fuori discussione.

Subito dopo, arriva la segnalazione del cuore. (Ammetto che devo ancora leggerlo, tuttavia l'ho comprato io e se permettete mi fido della mia ragione di vita). E' un po' più sostanziosa come numero di pagine, ma la "recensione" dalla poltrona di stamattina mi ha convinto. Dunque, romanzo straniero: questo.

Personalmente, adesso (nel senso che l'ho cominciato ieri mattina: segnalibro a pagina 62) mi sto divertendo con Ascanio Celestini: un testo teatrale "adattato" alle misure delle collane letterarie, ma che soddifsta in pieno le richieste di De Rienzo. Non sarà un capolavoro in grado di contrassegnare in modo indelebile il prossimo decennio, ma di sicuro si lascia divorare senza problemi (se non quelli della disponibilità oraria...).

Alla rinfusa, dalla scrivania e dal comodino, vorrei anche aggiungere qualche altro suggerimento.

Attacchiamo con il blog del siciliano errante e letterariamente debuttante: ci si pescano recensioni, capitolo uno, storie, commenti, frizzi e lazzi. E per l'appassionata simenoniana Sidgi insisto con il contributo a risfogliare questo. Antologicamente virtuale e perfino scaricabile in diretta, ribadisco anche ciò (non solo per la cura di un amico).

Per la serie incoraggiamo i giovani, c'è una storia nordica ; per la serie editori un catalogo ricco ;inevitabilmente un classico che non tradisce mai...

(Il resto alla prossima "puntata": il lavoro chiama...)

postato da: cielinesodo alle ore giugno 18, 2005 16:32 | Permalink | commenti (3)
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giovedì, 16 giugno 2005
Una segnalazione dai Miserabili che apre lo scaffale della biblioteca...
postato da: cielinesodo alle ore giugno 16, 2005 18:41 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 16 giugno 2005

Automobilista anomalo, preferisco i treni. A volte, deludono: come adesso che aspetto un giovane fenomeno in ritardo di (almeno) mezz'ora perché arriva con l'Intercity. Ho un'auto nuova, utilitaria da città, immatricolata a febbraio, inaugurata ad aprile: 943 chilometri percorsi finora la dicono lunga. In treno, si legge e si scrive. Al volante, fatico perfino a fumare. Nell'ultimo viaggio (Italia-Slovenia-Croazia) ero dentro una Bmw nera che filava a 170-190 in autostrada e 110 in superstrada. Con tanto di navigatore. E un guidatore capace di stare al cellulare saltando sopra un gatto morto in seconda corsia, giusto mentre il computer si accendeva segnalando l'esaurimento delle pastiglie dei freni. Ma non avevo alternative al record di meno di tre ore per almeno 350 chilomentri e lo stop a tre frontiere. In aereo, ho già esaurito il bonus (chi consuma sigarette mi capisce...) con l'Australia. Ma in meno di sei mesi ci sono stati anche i decolli verso Sofia e Stoccolma più le attese davanti alla sbarra degli arrivi nell'aeroporto più vicino. Come per il treno, meglio traghetti e ferry. L'ultimo per approdare all'isola di Brioni. Ma è impossibile annacquare il ricorso della "metropolitana" di Sydney. Spostamenti cittadini, invece, preferibilmente a piedi: è il momento in cui si pensa meglio, anche se adesso il caldo comincia ad essere un'insopportabile zavorra. La bicicletta, invece, si è arruginita nel terrazzino di casa. Pedalare sarebbe il meno. Prendere la pioggia, rischiare la pelle e misurarsi con la gimkana cittadina hanno tarmato ogni velleità ciclistica.

Dimmi come ti muovi e ti dirò chi sei?

postato da: cielinesodo alle ore giugno 16, 2005 13:59 | Permalink | commenti (1)
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mercoledì, 15 giugno 2005

Guardo la televisione rare volte. Vedo i telegiornali, ascolto Mtv e scorro Televideo. Ma la Tv la guardo (come si fa con lo schermo del cinema o il palcoscenico...) davvero dall'inizio alla fine di un programma assai di rado. L'altra sera è successo con questo trasmesso da RaiTre come sempre in "notturna". E sono rimasto incollato al video, finché è arrivata la sigla di coda. Passato e presente che si guardano in faccia. Gli assediati di ieri e il "sepolto vivo" di oggi. I resistenti coatti e l'innocente dietro le sbarre. Tutto era cominciato così: adesso quei fili, a distanza, si riannodano in qualche modo e producono commozioni di ricordi da una parte all'altra del mediterraneo. Una bella storia che si rintraccia ancora su carta mentre dal catalogo Feltrinelli mi accorgo che è scomparsa quella in versione "romanzata" di Toni Capuozzo (Il giorno dopo la guerra, 1996). E c'è anche questo da non dimenticare, per quanto la bibliografia al riguardo possa allungarsi davvero di molto.

Resta il fatto che davanti alla Tv, una volta tanto, ho imparato qualcosa. A conoscere sarajevo adesso, per di più con gli occhi e le parole di chi allora stava sotto il tiro incrociato dei cecchini e dell'artiglieria. Come a vedere il "caso" alle prese con l'umanità in presa diretta, emozionalmente senza remore, sedimentata nei ricordi rispolverati dal servizio pubblico Rai. Un programma efficiente, non solo e non tanto dal punto di vista giornalistico e/o televisivo.

E alla fine, quando ho spento la Tv, mi è tornata di prepotenza la voglia di andarci - finalmente - a Sarajevo. In viaggio, non in vacanza. A saldare in qualche modo un debito, a pagare la vergogna, a versare il pegno di quell'indifferenza.

 

postato da: cielinesodo alle ore giugno 15, 2005 16:31 | Permalink | commenti (1)
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