ventisei anni, biondo, confuso, celibe, lavoratore part-time, narcolettico, batterista amatoriale, orgoglioso, egoista e impulsivo cerca lettore/lettrice, anche fuori provincia. Disponibile a viaggiare, può ospitare.
RONNIE PIZZO segnatevelo questo nome. Viene da Carrù (Cuneo) e sta ancora studiando alla Scuola Holden. Guarda un film al giorno, legge e scrive. E' l'ultimo intemperante in catalogo. Il romanzo si intitola A tempo perso viviamo tutti i giorni e sta arrivando nelle librerie: 128 pagine, 8 euro.
L'ho bevuto ieri pomeriggio. Come un cocktail di cinismo, disincanto, sesso, droga, rock ' roll e "avevo vent'anni e non permetterò a nessuno di dire che è l'età più bella della vita". Zero morale. Zero dolce vita & voltagabbana. Zero vibrazioni musicalmente di tendenza. Zero chilometri all'ora da codice della strada. Zero generazione X. E' come leggere un videoclip, ascoltare la scala Mercalli stupefacente, vedere il buio della cartavetrata che passa e ripassa sulla luce alla fine del tunnel. Criticate quel che volete di questa botta di scrittura intemperante, ma procuratevela a stretto giro.
L'INCIPIT
Jero spinge a fondo il piede sull'acceleratore.
140.
E' una serata speciale. molto speciale.
150.
Ci sono due battesimi in programma e non è cosa da poco.
160.
Devono bagnare la macchina nuova di Jero e ammettere nel gruppo l'ultimo arrivato.
170.
La Fiat Tipo spinge. Gli è arrivata solo una settimana prima e non l'ha ancora tirata al limite. Sa che una turbodiesel sul lungo non scherza, ma così tanto..
180.
L'asfalto sparisce sotto l'auto alla velocità della luce. Sembra che i fari non facciano in tempo a illuminare la strada. Jero comincia a cagarsi sotto.
190.
Seduto alla sua destra, pantalone beige, camicia bianca, capelli castani e ricci, c'è Giacomo, il novizio.
In attesa che maturi l'ideuzza di scrittura collettiva, fra i (troppi?) bla bla intorno ai blog estraggo il risultato di una rapida navigazione. A beneficio di tutti noi...
Scopro, tanto per dirne una, che in queste ore a Sydney - giusto per avere un riferimento geografico "primaverile" - è in corso un blogtalk
E' ovviamente americana la pioniera (dal 1991) dei blog, mentre un italiano ha provveduto a collezionare un'antologia del primo post. Intanto ci stanno indagando... qui
Buona domenica. Forse, torno lunedì...
Chi vuole riuscire ad aggredire il potere deve guardare negli occhi senza timore il comando e trovare i mezzi per sottrargli la sua spina. Elias Canetti
Spingi il pensiero all’estremo Louis Althusser
Non c’è potere senza rifiuto o rivolta in potenza. Michel Foucault
Oh gentiluomini, la vita è breve... Se viviamo, viviamo per camminare sulla testa dei re. William Shakespeare
Coloro che vanno a caccia di un uomo devono ricordarsi che nella giungla vi sono anche quelli che vanno a caccia dei cacciatori. Malcolm X
Sono un po' più giovani (relativamente poco più giovani) e sono già sposati da dieci anni (due lustri e altrettante Olimpiadi). Hanno dato una festa in un locale. E ieri sera ci sono andato, accompagnato dalla "non moglie". Eravamo, forse, la sola coppia non regolarizzata e nemmeno con precedenti certificazioni matrimoniali. Siamo arrivati a piedi, sotto l'ombrello ché piovigginava e i capelli ricci con l'acqua si eletrizzano, contrariamente a chi scendeva da quattro ruote ultimo modello. Ci hanno consegnanto all'ingresso il cartoncino indispensabile ad uscire. Una volta dentro, salutati i festeggiati, nell'arco di un paio d'ore sono sfilati in ordine spoarso: quegli sfigati dei tuoi colleghi, una minigonna con la scritta Easy Rider, un'assistente parlamentare con un "balcone" fiorito, l'evanescente ex moglie del capo, l'incinta di due gemelle con i lineamenti del volto gonfiati oltre misura, portaborse e portavoce, un prete autorevole impegnato al buffet , svariati personaggi delle tv locali, un mago non del genere Otelma ma coevo a Silvan, ragazzine tirate come se fosse la selezione di miss Italia, un cinquantenne avanzato che avanzava solo verso l'angolo bar sempre in compagnia di una ragazza convinta di avanzare nella scala Vip, un sessantenne che va a pesca di donne con le bombe, fotografi dilettanti e professionisti, videoamatori e figli di papà industriale.
Naturalmente, vietato fumare. Così ho guadagnato tempo e risparmiato conversazioni frivolmente vuote uscendo in compagnia dei giovani sanamente scettici della compagnia. E ho scoperto che non si può mettere piede fuori dal "recinto", pena la decadenza della card. Naturalmente, ci sono eccezioni su misura: i figli di papà industriale fumano insieme ai manager cittadini vicini alle loro auto, lontani dalle loro donne, attaccati ai videofonini.
Dentro, la festa è virata lenta dal buffet alla pista. Il dj mi ha "perseguitato", elencando dettagliatamente ogni prelievo. Ha sbagliato cognome, rettificato, sussurato al microfono un identikit sbagliato, corretto anche quello, insistito a lungo nell'indicarmi al popolino della notte. Nel frattempo, saliva di tono la musica degli anni 80 con nostalgia per i classici delle generazioni nate più o meno a ridosso delle Olimpiadi di Roma. Il festeggiato è stato tenuto lontano dal lacoscenico. La festeggiata è stata bersagliata da microfoni, falsh, video e fors'anche chat on line. Ballare han ballato tutti dopo la torta che non abbiamo visto tagliare. Bevuto abbiamo bevuto tutti anche prima. Intorno a mezzanotte il mal di denti di un alpinista infilato dentro la camicia buona ha indotto la sua giovane compagna ad estrarre la Uno dal parcheggio che sembrava la concessionaria di auto di lusso. Siamo zompati, con l'ombrello, nei due posti dietro. Ci hanno scaricato giusto giusto sotto casa. Il Tempo di intravvedere Mughini & Sgarbi ospiti a Markette. Niente tg. Ma subito a letto.
E' quel che NON si deve ASSOLUTAMENTE fare. Quindi, rompo volentieri il divieto di segnalare libri non letti, non sfogliati, nemmeno adocchiati in libreria. Liberissimi di trarne tutti gli auspici e le valutazioni del caso...
In cima alla lista, per forza la "creatura" annunciata come un capolavoro dall'editor che ora se la coccola per bene. I precedenti capolavori depongono a suo (dell'editor narrante) favore, ma personalmente non li ho affrontati. Un po' per scetticismo, un po' per la mole, un po' per il timore di restare deluso.
Poi c'è il romanzo totale che è tutto in fieri e che magari interessa agli aspiranti coautori dei capitoli ancora da comporre. Non è la prima volta che si gioca una simile partita. Ma la segnalazione altrui merita attenzione.
Il terzo titolo è questo. Mi è arrivata la copia in busta chiusa affrancata da 0,64 euro ad un indirizzo sbagliato. Sono certo di non possedere connessioni con il titolo. Nè competenze musicali. Però forse intriga, no?
Per reazione a questi tempi così cattolici, religiosi e papisti - un conoscente scientificamente votato alle letture controcorrente ha indicato sito e bollettino dell'UAAR.
Passando alla filosofia pura, mi dicono che sia imprescindibile la nuova collana che si apre con il curatore e la potenza del pensiero.
E stamattina ai tavolini del caffè in centro sono stato letterariamente travolto dall'entusiasmo di una lettrice affidabile per questo romanzo. Mi arriverà presto in regalo, dopo l'offerta del capuccino con latte freddo...
Baby boom 2005. Almeno dal mio punto di vista. Una domenica ad altezza passeggino.
In mattinata, è arrivato "GIANNI" (ha un nome proprio, che contesto, e così a prima vista l'ho battezzato a modo mio...) da un'altra città. Direttamente in piazza, con genitori e zio dimagritissimo - ha perso 16 kg in tre mesi a forza di spremute di pompelmo e saune - che lo distraggono dall'imminente pranzo. Maschio, biondo, occhi cerulei. Gianni sembra bene. Vedremo come cresce.
Pomeriggio: cinque battesimi in contemporanea in chiesa (quattro maschi più Cecilia). Secondo lo spirito dei tempi, uno è nigeriano: figlio di mamma africana e padre italiano. Di fianco, c'è invece il figlio di mamma lombarda e padre ugandese con nonni al seguito. Osservo incidentalmente da "non cattolico" che la cerimonia sacramentale in chiesa mi è apparsa uno show di telecamere, cellulari, digitali, simposi privati, dialoghi televisivi, corse alla prima fila, sfilatine di moda.
Serata con la festa in campagna che sembrava un matrimonio: 200 persone, un esercito di bambini, una mezza dozzina di donne incinte (sono sprovvisto delle statistiche sulle ecografie). Ad un certo momento, sull'aia mi accendo la mia sigaretta. Passa la mamma del festeggiato. Mi piazza l'erede in braccio. Gira i tacchi e corre a fare non so cosa. Mi ritrovo con la sigaretta nella mano destra da tenere il più in basso e controvento possibile. Il festeggiato che si divincola, con un berretto troppo calato in testa al punto che lo rende cieco, i calzini che ballano sui piedi. Intuisco che se per caso mi scivola divento il bersaglio immobile di un'intera festa. Così appena si avvicinano mamme senza i bambini affidati all'animazione indosso il mio sguardo da cocker. Le donne capiscono. Una raddrizza il calzino, un'altra restituisce la vista al festeggiato, la terza lo sistema opportunamente in braccio. Ringrazio. La mia di donna è impegnata a guardare foto. Al terzo richiamo della foresta risponde con una risata sacrosanta. Ma si alza dalla tavolata con calma. Intanto arrivano i legittimi nonni, un attimo prima della legittima madre. La nonna si prende il baby. Il nonno si chiede se è il "suo". La mamma mi vede senza il suo bambino e accende un lampo d'odio negli occhi. Il padre la tranquillizza: l'erede non è stato rapito, ma è in buone mani. Migliori delle mie.
In questo baby boom ci sta perfino la bimbetta con strani paramentri estetici. Al momento dei saluti in mezzo ai genitori, ci tiene a farmi sapere dalla mamma portavoce di avermi trovato "bellissimo". Mi viene naturale chiedere alla piccola se le serve una visita oculistica. Mi risponde serissima che lei ci vede benissimo. Potrei essere suo nonno. E comunque non ho nulla che rientri nei canoni della bellezza post-moderna. Dopo che hanno guadagnato l'uscita, mi ricordo di Shrek e tutto torna.