mercoledì, 23 febbraio 2005

 Con la valigia (mentale) già in mano. Fra mezz'ora si abbassa la saracinesca lavorativa. E comincia la vacanza. Fino al 4 aprile. Agli antipodi. Con la ragione di vita che ha ragione a non consumare inutilmente vita. (inevitabilmente, sarà impossibile non pensare a Giuliana finchè non torna libera)

Domani c'è da fare la valigia, quella vera. Con la roba estiva, la scelta dei libri, la lista delle cose da non dimenticare (perchè non ne faccio davvero una, una volta per tutte?) e i cerotti a rilascio di nicotina da comprare. E poi la banca, il barbiere, il podologo, il dentista e l'acqua minerale al supermarket. Ma è niente, rispetto alla digitazione di questi ultimi, interminabili giorni.

Parto con la "minaccia" della visitatrice anonima che pretende un diario di viaggio se non quotidiano, almeno a... salti come i canguri. Con lo scrittore che si lamenta perchè non ci sarò proprio a quella presentazione del suo libro. Con la parigina che telefona con le ultime raccomandazioni. Con i "clienti" che non capiscono come si possa andare in vacanza adesso (basta lavorare SEMPRE a luglio e agosto...). Con una delle tante neomamme di figli maschi (non era speriamo che sia femmina?) che saluta al volo fra una poppata e l'altra. Con il venditore d'auto che gentilmente si presta a tenere parcheggiata 40 giorni la nuova auto dentro la concessionaria. Con il collega che riempie il foglio di indirizzi rugbistici. Con la barista che vuole una cartolina. Con la segreteria che si preoccupa del trasloco (Nella nuova sede devo solo trovare Pc e cassettiera, mica gli armadi con i segreti di Fatima). Con la signorina Sidgi che si vedrà recapitare direttamente a casa la busta che NON ha MAI ritirato dall'estate. Con madre e sorella che sembra che aspettino solo che parta. Con l'amica che si offre di far da taxi, anche se ha un bel sacco di cazzi che volano. Con il giovane amico che ha bisogno di una telefonata per scappare da una cena. Con il clochard che l'altra notte girava, borse alla mano, alla ricerca di un tetto anti-gelo. Con i colleghi che scassano i coglioni anche adesso, dopo aver "lavorato" davanti al Milan in Tv. Con la legge antifumo che ADESSO non vale. 

Tutto questo per dire che fra un po' sto blog sta in piedi da 365 giorni e ha appena e a mala pena superato quota 4000. Magari è anche arrivato il momento di salutarci, con la scusa che c'è un altro cielo dall'altra parte dell'esodo...

   

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 23, 2005 23:53 | Permalink | commenti (6)
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sabato, 19 febbraio 2005

 Un cielo di sole e pioggia sottile e improvvisa in piazza della Repubblica. Poi il "tappo" in via Cavour con i gorilla di Prodi che si fanno largo fino ai genitori di Giuliana. Televisioni, fotografi, giornalistia che "bloccano" il corteo e la gente che dilaga dappertutto. Fa grande impressione l'applauso per i familiari e i colleghi di Giuliana. Ma anche il silenzio di una manifestazione (quasi) senza uno slogan e, soprattutto, senza insulti al governo. Tanta gente, perfino più di quella che ci si aspettava. Molti direttamente al Circo Massimo, sotto un cielo nero di nuvole e ancora pioggia. Tutti con l'arcobaleno, nella speranza che alla fine ce la si faccia a non sentirsi più ostaggi.

E poi la stanza di Giuliana con il mazzetto di fiori gialli un po' appassiti e la scrivania piena di block notes, appunti, ritagli di giornali. Con il computer spento da troppo tempo...

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 19, 2005 22:39 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 18 febbraio 2005

 Domani manifestazione per Giuliana Sgrena. E non solo. Il minimo è andarci...

Ospedale di Hilla

"Dalla fine di gennaio ero qui per testimoniare la situazione di questo popolo che muore ogni giorno. Migliaia di persone sono in prigione, bambini, vecchi, le donne sono violentate e la gente muore ovunque per strada. Non ha più niente da mangiare, non ha più elettricità, non ha acqua. Vi prego, mettete fine all'occupazione. Lo chiedo al popolo italiano perché faccia pressione sul governo. Pier, ti prego aiutami, per piacere fai mettere le foto dei bambini colpiti dalle cluster bomb. Chiedo alla mia famiglia di aiutarmi, e a tutti voi che avete lottato con me contro la guerra, contro l'occupazione. Vi prego, aiutatemi. Questo popolo non deve più soffrire così. Ritirate le truppe dall'Iraq. Nessuno deve più venire in Iraq, perché tutti gli stranieri, tutti gli italiani sono considerati nemici. Per favore fate qualcosa per me. Pier, aiutami tu. Sei sempre stato con me in tutte le mie battaglie, ti prego aiutami. Fai vedere tutte le foto che ho fatto sugli iracheni, sui bambini colpiti dalle cluster bomb, sulle donne. Ti prego aiutami, aiutami a chiedere il ritiro delle truppe, aiutami. Lo chiedo a mio marito, lo chiedo a Pier. aiutami, aiutami tu, tu solo mi puoi aiutare fino in fondo a chiedere il ritiro delle truppe. Io conto su di te, la mia speranza è solo in te, tu devi aiutarmi a chiedere il ritiro delle truppe, tutto il popolo italiano deve aiutarmi, tutti quelli che sono stati con me in queste lotte mi devono aiutare. La mia vita dipende da voi. Fate pressione sul governo, aiutatemi: questo popolo non vuole occupazione, non vuole le truppe, non vuole stranieri. Aiutatemi, ho sempre lottato con voi".

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 18, 2005 12:55 | Permalink | commenti
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martedì, 15 febbraio 2005

 Delirio digitale. Delirio cerebrale. Delirio temporale. Una giornata da delirio, delirante,  delirantemente (forse) finita.

Cinque ore nello stesso posto. Su e giù per le scale. Avanti e indietro con la stessa mandria. Dentro e fuori le stanze. Niente ascensori. Solo cortili, uffici, scrivanie, corridoi. Un perfido gioco dell'oca, in cui ci si ritrova inesorabilmente allo stesso punto. Cinque ore da flipper sempre in tilt. E ti viene naturale pensare che, oltre ad essere tu la pallina, stai proprio per far tilt concentrandoti troppo su questioni decisive che non lasciano traccia se non sulla carta. Così avanti, in mandria. Su e giù. dentro e fuori. Una sigaretta e ti senti già una merda fumante. merda chè ti guardano peggio di quella dei cani e fumante con la sigaretta fra le dita a caccia di un posacenere, debitamente nascosto dietro l'angolo invisibile. Cinque ore di lavoro. Rubando un boccone del panino al prosciutto dell'autorità che lo cede in cambio di una sigaretta. Aspettando, sempre. Decidendo nulla. Sognando di fuggire da un'altra parte: domani si replica, altro che belle idee per la testa.

Delirio anche in taxi. Nel traffico del pomeriggio inoltrato. Delirio al baretto, dove cercano di rifilare avanzi e non accettano che si possa "pranzare" (all'ora del the) con bignè al cioccolato e caffè. Delirio anche qui. C'è gente che suona alla porta. si vede al videocitofono. si sente il campanello. nessuno che immagini che nello stipendio è compresa la voce apertura della porta. Così scendo io, chè tanto non ho un cazzo da fare, no?

Delirio per perfezionare il pagamento della nuova auto. sarà un delirio la consegna a ridosso della partenza per le vacanze. E' già un delirio da giorni con l'assicurazione, che non molla l'osso ma che cambierò eccome se cambierò.

Delirio al cellulare. Telefonano da Parigi. La divinità di casa ha avuto un glaucoma all'occhio sinistro. Operato d'urgenza, mezzo cieco, con una vita futura di goccia quotidiana al destro. Lo porteranno al guinzaglio con massima attenzione. La notizia non può arrivare indirettamente, nonostante Pc esplosi, malattie umane, traslochi estivi, divinità da taroccare.

Delirio da week end. Arriverò a Roma? Magari facessi un po' di sana prenotazione dei treni. Magari trovassi il tempo di fissare l'ospitalità notturna, concordandola non all'ultimo minuto secondo. In compenso, ho un posto nel volo nordico che parte fra due mesi e la stanza d'hotel in cui si potrà fumare...

Delirio finale. Sono a piedi. Ho fame. Non urino da cinque ore. Non fumo da 40 minuti. Ho una fame atavica. Un sonno da computer indigesto. E ho perso l'ultimo passaggio utile a quattro ruote. In teoria, restano quelli a due. ma non ho il casco...   

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 15, 2005 22:28 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 14 febbraio 2005

 Il pretesto è quest'antologia. Tuttolibri ha pubblicato sabato questa "recensione". di Dario Voltolini.

Lette, viste e ri viste nell'ordine sparso: Accattone, FaM, Nazione Indiana, Lo straniero, Vibrisse, Sacripante

Di letture riviste non è mai morto nessuno...

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 14, 2005 15:35 | Permalink | commenti
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lunedì, 14 febbraio 2005

 "Leggo. E' come una malattia. Leggo tutto ciò che mi capita sottomano, sotto gli occhi: giornali, libri di testo, manifesti, pezzi di carta trovati per strada, ricette di cucina, libri per bambini. Tutto ciò che è a caratteri di stampa"

AGOTA KRISTOF, L'analfabeta, Casagrande, pp 53, euro 10

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 14, 2005 12:56 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 12 febbraio 2005

L'anonima visitatrice del blog... telefona. "Chi sono sti benedetti scrittori?" Rispondo, anche se si ostina a non leggere Q che le ho regalato quando forse aveva ancora trent'anni. L'anonima visitatrice del blog, al telefono, elenca la bibliografia di riferimento con la puntualità di una cartella clinica. Ma aspetta luglio per l'ultima appendiece di Harry Potter e non si sogna neanche sotto minaccia di provare a sfogliare Q. "E' più facile mettertelo in c*** che in testa" mi scappa ad un certo punto della conversazione. Si squarcia un mondo formato metafora (a lei). Mi rendo conto che pulendo la lingua, scappa un colpo (a me) perfino con paragoni tutt'altro che inediti. "Posso citarla?". Ovviamente, non c'è niente di più giusto che liberare la proprietà di pensieri, parole, opere, dismissioni. Forse, con l'anonima visitatrice del blog andrò a cena giovedì prossimo. Le agende coincidono. So che non potrò accanirmi con Q. So anche che controlla quotidianamente post, commenti, aggiornamenti. Non le sfugge nulla. E non lascia MAI il segno del suo anonimo passaggio. Una visita, così per non perdere l'abitudine. La diagnosi se la tiene stretta. La terapia è segreto professionale. Le basterà il cocainomane viennese?

La signorina Sidgi (di cui link e ultimo commento...) invece smarrisce cellulare e non risponde più. Forse nemmeno a se stessa. Sono mesi e mesi che tengo nel cassetto qui sotto un bustone enorme: allora non ha voluto che lo spedissi per posta ("Ci tengo a venirlo a prendere di persona, così ci vediamo..."); adesso, secondo me, se n'è completamente scordata; domani, di sicuro, realizzerà di essere la smemorata sotto l'argine maestro. Aspetto ancora un po'. Poi me ne andrò in vacanza. E non è detto che ritorni, che al ritorno ci sia la stessa cassettiera ad aspettarmi, che si ritorni a spedire posta, che mi torni lo stesso medesimo lavoro alla uguale scrivania nell'attuale posto.

Domani festa. Si dorme. Si mangia (spero) a casa. Si fa flanella fino all'ora del sonno. In settimana, sono riuscito a vendere il famoso catorcio a quattro ruote. La prossima potrebbe arrivare l'utilitaria nuova. Intanto, sono più felice. Appiedato. Come adesso che aspetto un passaggio per guadagnare la strada verso il guanciale. Si profila il salto della cena. Fa niente. Domani è festa...

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 12, 2005 22:02 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 11 febbraio 2005
 Imperdibile, finalmente approdato negli scaffali novità dalla Svizzera, consigliabile a scatola chiusa. Eccolo, l'ultimo libro di Agota Kristof che resta in vetta alle pagine straordinariamente inimitabili.
postato da: cielinesodo alle ore febbraio 11, 2005 19:31 | Permalink | commenti (1)
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venerdì, 11 febbraio 2005

Telefonata numero 1 allo scrittore-descrittore della Lombardia. Ha l'influenza che monta, è al lavoro, può solo biascicare monosillabi. Un dialogo a tratti surreale. Io che cerco di fargli capire quello che mi serve, lui che si arrabatta. Io che insisto, lui che tace. Io che credo che gli abbiano già spiegato tutto, lui che a maggior ragione non capisce niente. Finale con aggiornamento a martedì prossimo. Forse andrà meglio.

Telefonata numero 2 al mito che risponde dalla redazione della prestigiosa rivista di Roma. Un dialogo demenzial-sintonico. Una battuta e si scatena l'effetto domino. Io sarei un fan sviscerato, lui si rifiuta di fare la parte "mitologica". Io lancio un'ideuzza, lui amplifica i miei stessi pensieri. Finisce addirittura che LUI mi invita a conoscerlo dal vivo. Io mi lancio, lui è entusiasta. Vuoi vedere che davvero lo incontro veramente sabato prossimo a Roma?

postato da: cielinesodo alle ore febbraio 11, 2005 19:17 | Permalink | commenti (4)
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giovedì, 10 febbraio 2005
 E' uscito da qualche giorno in libreria il secondo romanzo di un giovane bresciano che all'esordio aveva ottenuto una buona visibilità grazie alla storia cubana che raccontava in evidente omaggio alla sua storia. Adesso replica. Più da vicino. L'ho conosciuto da vicino, ma non so se questa volta mi avvicino al libro...
postato da: cielinesodo alle ore febbraio 10, 2005 12:31 | Permalink | commenti (2)
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