giovedì, 30 dicembre 2004

DA UN ANNO ALL'ALTRO

E' l'ultimo post 2004. Senz'altra pretesa di un arrivederci al 2005.

Domani libertà di dormire, far colazione lentamente, passeggiare in centro, sorseggiare aperitivi, fare gli auguri al Maestro, andare alla "cena degli asini", dividere in due San Silvestro e Capodanno, risvegliarsi ancora fianco a fianco.

Blog!

 

 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 30, 2004 21:02 | Permalink | commenti
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mercoledì, 29 dicembre 2004

TORNATO

Sono tornato dalla vacanza. E già schienato dal lavoro. Se domani va meglio, forse riesco a scrivere qualcosa. Se va come oggi, sarà per l'anno nuovo. Quello vecchio, bisestile, sembra catastrofico fino all'ultimo...

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 29, 2004 23:55 | Permalink | commenti
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sabato, 25 dicembre 2004

SOLO

Solo in casa altrui. Solo fino alle 18. Non ho resistito ad accendere il Pc ospite. Solo per essere virtualmente meno solo. Ho dormito sul divano, in sacco a pelo, vestito. Dopo il caffè, dovrei lavarmi. Ma prima leggerò i giornali di ieri, un libello che sta nella borsa da viaggio, gli appunti in floppy che aspettano da una settimana. Solo, salterò il pranzo tradizionale. Ma cenerò in compagnia. E poi via. Tre giorni "pasquali". Lontano abbastanza da restare vicini. Solo una piccola vacanza d'anime... 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 25, 2004 12:39 | Permalink | commenti (3)
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martedì, 21 dicembre 2004

BENGALA

Accendo un bengala. Giusto per il gusto. Sono sopravvissuto ad una giornatina capace di agitare perfino un monaco tibetano. E non avrò ancora il sonno dei giusti. Sveglia presto: ci sono gli auguri di Natale con il sindaco. Sti cazzi! E alle 21 sono atteso a convegno pubblico. Sti cazzi! Se arrivo vivo al traguardo fra 24 ore, provo a disconnettermi davvero. E la vigilia chiedo asilo politico al divano del mio amico D. che capisce l'urgenza di 48 ore di "clandestinità dal mondo" con optional di sonno in libertà. E poi conto di partire in compagnia, chè è sempre bene. Il miglior regalo: tempo comune, vita condivisa, "contrario di uno".

Spengo il bengala e accendo la sigaretta. Fumogeno e nicotina. Potrebbe esserci una settimana intera senza post...

 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 21, 2004 23:35 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 20 dicembre 2004

LIBERI DI REGALARCI LIBRI

(Sono stato rimproverato dalla neoblog Sidgi di non aver raccolto la sfida-invito a consigliare titoli da "autoreglarsi". Ero alle prese con il lavoro, il "giubileo", la scaramanzia e anche la naturale pigrizia. Rimedio così, ora, in ritardo, assonnato e senza avere gli appunti sotto mano per affrontare l'esame-recensioni).

In cima alla lista, Wu Ming. Numero 1 con una "cosa nuova" che mi prometto di rileggere dopo averla azzannata. Era fine ottobre, quando era appena arrivata sullo scaffale più a portata di mano. Mi ci sono dedicato in esclusiva. Molti "suoni" del libro non li ho colti, ma WM1 aka Roberto merita (anche e soprattutto al di là delle classifiche dei vendita pre-natalizie).

Poi Giampaolo Simi che ho ordinato alla libraia di fiducia su suggerimento parigino. Mai rimasto deluso da questo genere di segnalazioni e poi ho già apprezzato l'ultima produzione uscita per Einaudi.

E da vero fan invito a mettervi sul comodino a portata di lettura quello che trovate di Mario Desiati capofila dei narratori sull'onda Pequod con tanto di ultimissima "miserabile segnalazione". Da abbinare con Mattia Signorini che mi è abbastanza piaciuto nel debutto.

In cima alla pila del relax prossimo venturo campeggia Oblio che era un bel regalo settimane fa ed è stato superato verso l'orizzonte ottico degli occhiali dal Millennio-1 di Manolo (finito, con giudizio non entusiastico: è il viaggio a far da pretesto a Pepe invece del contrario. Montalban però resta Montalban e così aspetto la seconda parte.

Filosoficamente "ebbro", evidenzio il lavoro di Donà e sottolineo l'elogio della sbronza. Un piccolo omaggio a Veronelli. La seconda segnalazione "enologica" va di pari passo con il catechismo agricolo che il pensatore slow food per antonomasia ha lanciato sull'ultimo TTL.

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 20, 2004 22:05 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 20 dicembre 2004

GIUBILEO-2

Insomma, questa storia del "Giulibeo della maturità" sembra incontrare la curiosità dei viandanti blog. Faccio il bis: raddoppieranno i commenti?

Venerdì 17, sfida alla scaramanzia lanciata due mesi prima dal comitato organizzatore composto da due femmine e due maschi. Inviti spediti a ventaglio, con ogni mezzo: dal tam tam vocale al Dhl personalizzato. Opzione zero: niente professori. Opzione famiglia: si poteva portare seco moglie/marito, fidanzato/fidanzata. Opzione gay: non era prevista coppia accompagnata del medesimo sesso (Eravamo e siamo così sicuri che in quella classe non ci fossero omosessuali?). Opzione vino: assicurata preventivamente da uno del ramo. Opzione giochi: l'anima inguaribilmente goliardico-peter panista era mobilitata prima di fissare la cena. Opzione premi: tutti dovevano portare un regalo. Opzione conto: 32 euri tutto compreso, tranne il taxi per gli alcolisti a fine serata.

Sono arrivato al ristorante-enoteca con soltanto 10 minuti di ritardo sulla convocazione. Trafelato dal lavoro, scaricato da un taxi, sotto la goccia d'acqua che scendeva dal cielo. E con la sigaretta appesa alle labbra. Naturalmente, senza regalo. L'avrei cercato/trovato/prodotto/inventato se non avessi dovuto correre direttamente dal letto al lavoro. Non faccio in tempo a fermarmi davanti al posacenere, davanti alla porta d'ingresso, che mi si parano davanti la prima coppia (lei compagna di classe, lui no) e la prima donna (che non vedevo da un paio d'anni). Saluti, baci, abbracci. Dalla vetrata si riconoscono il comitato organizzatore al completo e i primi cinque-sei della compagnia. Spengo la sigaretta. Ne accendo un'altra. Continua la conversazione, finchè arrivano alla spicciolata altri e altre. "Cosa fate qui fuori al freddo?". "Aspettavamo LUI (e mi indicano tutti...) che smettesse di fumare". Spengo a metà la sigaretta e chioso: "Non ho obbligato nessuno".

Dentro è un bel posto, curato, raffinato. Lunga tavola. Preparata in dettaglio. Ci siamo praticamente tutti. Ammucchiamo cappotti, giubbotti (nessuna pelliccia) in un angolo. C'è l'assegnazione (libera) dei posti con segnaposto rosso (con nome). Saluto e bacio sulla guancia nell'ordine la grande e grossa donna del comitato organizzatore, la miss della classe che continua a fare la star, l'ex socialista craxiano ora forzitaliota che non si leva d'orecchio il cellulare d'ordinanza, l'avvocato (calvo) e l'ingegnere in completo da lavoro. Poi sono fortunanatamente sequestrato dal gruppetto di donne dell'area centr-sinistra: la russa, la cardiologa, l'associata. Occupiamo militarmente l'angolo del tavolo. Iniziano gli scatti digitali. Con la russa ci dedichiamo alle bottiglie. La cardiologa sta seduta di fronte all'uomo che, da ragazzo, avrebbe voluto amorevolmente rapirla (nel corso della serata provvederò a rivelarle l'arcano che ha ignorato per un quarto di secolo). L'associata confessa lo stato d'eccezione in una serata, per lei, eccezionale. La comune si accomuna via via: passa temistocle in gonnella, si siede la coppia di classe, calamitiamo l'ala vivace della tavolata. Si mangia, si beve, si parla, si ride, si ricorda. E si fuma. Con la russa torniamo all'esterno. Passa una giovane compagnia (ragazza nera, ragazzo rasta, un altro con la bottiglia, il terzo con i bicchieri) e noi vecchi ci si guadagna un calice in più di quelli in corpo. Dentro scattano le digitali, si arriva alla fine della cena che prevede ricchi premi e cotillons.

Gaffes a nastro, ovviamente. C'è chi si informa del lavoro con chi è disoccupato. Chi confonde amori d'epoca e separazioni d'annata. Chi prova a farsi notare ma non trova occhi. Gli accompagnatori/trici manifestamente si annioano: "Ciao, sono Pinco. Tu chi sei?" arriva a presentarsi il marito-2 con uno dei commensali. Per fortuna, è il momento dei giochi e degli indovinelli. Torno a fumare, mentre la tavolata assomiglia alla domenica di Maurizio Costanzo. Rientro in tempo per ricevere un posacenere in cambio della data della prima gita scolastica. Digitali con la memoria sempre meno libera. Girano "pergamene" d'epoca con le nostre scritture adolescenziali: suggerimenti ai rappresentanti di classe per tutelare la nostra sopravvivenza scolastica. Spuntano foto a colori stampate Kodak che allora era il massimo: siamo noi, ma eravamo più giovani e meno grassi. A voce, rimbalzano indovinelli con parole liceali che nessuno ha più avuto modo di usare. Si profilano dolci e caffè. Qualcuno comincia ad andarsene. Si torna fuori a fumare. Nell'apposito quoadernetto ognuno è chiamato a lasciare traccia della serata. La russa scrive (in russo, va da sè...) un ammonimento su gioia e vita che traduce solo all'ala "sinistra" della tavolata. La cardiologa si misura da sola il battito: "Le storie incompiute restano lì come una vita parallela che avrebbe potuto cambiare tutto". Ben oltre mezzanotte la comitiva si scioglie. Saluto e bacio come all'ingresso quelli che sono stati sempre lontani, anche a tavola. 

Torno a casa dopo una lunga digressione a piedi che culmina nel ritrovare, abbastanza vicino al ristorante-enoteca, l'auto con cui mi scaricano davanti al portone che sono già le due di notte. Più che divertito, mi sono sicuramente rasserenato. E' vero che con l'età tutto peggiora, ma di quella classe a distanza di 25 anni non tutti si sono fatti "giubilare". Anzi. Restiamo renitenti alla leva che va per la maggiore... 

  

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 20, 2004 15:51 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 18 dicembre 2004

GIUBILEO

Ho vinto... un posacenere alla lotteria degli indovinelli (ma ci ho impiegato una vita con aiutoni multipli a scovare la data della prima gita scolastica di classe). Ho bevuto bianco, rosso, bianco, rosso senza peraltro dar segni di cedimento. Ho accettato flash a raffica: c'erano più digitali a cena che nella notte degli Oscar. Ho parlato fitto con chi non vedevo da anni. Ho fumato spesso e volentieri fuori dal ristorante, anche mentre la goccia è diventata pioggia gelida. Ho rivelato alla biondissima dottoressa un amore di 25 anni fa (non il mio, of course). Ho passeggiato nella notte con il giubilare per eccellenza, che alla fine guidava l'auto che mi ha scaricato esausto davanti al portone. Ho sognato, ma come sempre non ricordo nulla: sono propenso a giocarmi la tredicesima che fosse... l'esame di maturità. Ho trovato e mail dispiaciute da parte di qualche disertore. E un servizio fotografico pronto per l'uso.

Sderenato (non dalla festa con i compagni di liceo...), voglio solo dormire per dieci ore filate.

 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 18, 2004 22:29 | Permalink | commenti (3)
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venerdì, 17 dicembre 2004

VENERDI' 17...

Sono al lavoro, cazzo: devo aggiungere altro? Non ho nemmeno il regalo da portare, se ci arrivo, alla famosa cena del giubileo della maturità (e, per fortuna che ho in tasca 50 euro).

Ho provato a scaricare l'articolo di Mario Desiati (di cui sono un accanito fan) da Medicine Show. Risultato? Pc impallato per mezz'ora. Magari è meglio davvero che fino a domani non muova più un dito se non per digitare lavorativamente nelle prossime tre ore....

 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 17, 2004 16:45 | Permalink | commenti
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giovedì, 16 dicembre 2004

SCARAMANZIE & "GIUBILEI"

Domani è VENERDI' 17 e sono invitato al "giubileo" della maturità (scolastica). Una sfida alla scaramanzia. Una sfida al tempo che passa. Una sfida eno-gastronomica. Una sfida di regali pretesi (porterò la raccolta dei diari d'epoca, pezzi d'antiquariato da mettere all'asta).

I capataz mi hanno inutilmente sfidato. Oggi digitazione con Subsonica a nastro in cuffia. Silenzio totale, disconnessione assoluta, indifferenza alla "merendina" con torta e spumante offerti dalla direzione. Domani è VENERDI' 17: non ci sono, chè mi ero prenotato con largo anticipo la giornata di libertà in funzione del "giubileo dei maturi". Sabato mi hanno già incaricato specificatamente d'altro. Domenica salto un turno e non lavoro. Capataz a bocca aperta con mascella bloccata. Non siamo mica prigionieri, capataz. Sfida vinta con gli ordini di servizio.

C'è Manolo che mi aspetta: mancano le ultime 40-50 pagine. E vanto un'agenda degna di un tap manager: alle 12 a farmi curare la parte più delicata; alle 13 a pranzo con un vecchio amico; alle 15 fattorino consegna regali; alle 16 passaggio in concessionaria (devo cambiare auto); alle 18 aperitivo prima di cambiarmi per la cena (jeans senza giacca); alle 19 passeggiata verso il ristorante. Un bel VENERDI' 17, no?

A sabato... 

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 16, 2004 21:15 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 16 dicembre 2004

RETI

Per i pesci, le reti non sono il massimo della vita. Però, esistono "reti" invisibili che danno soddisfazione. Pescano il meglio di noi fra mare, cielo, vento, Nord e Sud. E' bello lasciarsi impigliare nella virtualità di chi spende un pezzo di vita nel puzzle dei bisogni elementari dei dimenticati. Oggi capita che trovo i numeri giusti in posta elettronica, che parlo al telefono con un altro "missionario" di ritorno dall'Africa, che si spiana la strada di un piccolo convegno. 

"Non siamo nati mica per morire qua, capataz"  

postato da: cielinesodo alle ore dicembre 16, 2004 13:07 | Permalink | commenti (1)
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