martedì, 30 novembre 2004

VERONELLI: IL TESTAMENTO CHE HA AFFIDATO A 'CARTA'
SUL SETTIMANALE L'ADDIO DELL'ENOGASTRONOMO

"Entro in clinica oggi pomeriggio per un'operazione da cui, di solito, non si esce. Per la prima volta ho la gioia di essere stato il vostro Maestro". Così Luigi Veronelli, morto ieri sera, si è congedato dai suoi giovani lettori nel numero di ottobre di Carta. Un settimanale al quale ha collaborato fino alla morte e dove per tre anni, assieme a Pablo Echaurren, Veronelli ha tenuto la rubrica dal titolo Le parole della terra.
   Il pezzo, anzi il "testamento", - come lo ha definito lui stesso e come lo ha ricordato Fausto Bertinotti nel suo commento di ieri alla scomparsa dell'enogastronomo - si intitola "Santo Stefano" ed è dedicato all'omonimo isolotto, a lungo prigione per ergastolani e oppositori politici.
   Con il suo stile di sempre, Veronelli, ripercorre le celle della prigione e quella, in particolare, dove fu rinchiuso un anarchico a lui caro, Gaetano Bresci che attentò alla vita di Umberto I, colpevole di aver permesso al generale Bava Beccaris di aver represso nel sangue i moti di Milano di fine Ottocento. 
   E di fronte alle parole iscritte a mo' di avvertimento all'ingresso del cimitero Qui finisce la giustizia degli uomini. Qui comincia quella di Dio, Veronelli replica: L'anima è il rispetto dell'altro. La giustizia di Dio una palla.  
  "Quella degli uomini - aggiunge - dovrebbe perseguire i criminali tipo Bush e Bin Laden. Dovrebbe colpire tutti coloro che schiavizzano l'umanità per diventare, giorno via giorno, più ricchi".






postato da: cielinesodo alle ore novembre 30, 2004 15:53 | Permalink | commenti
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martedì, 30 novembre 2004

DUBBI

Già ci pensavo. Ora accarezzo la decisione. QUESTO BLOG (forse ma forse che sì) è meglio chiuderlo...

Motivazioni? Fondamentalmente, l'evoluzione tecnologica mi inibisce sempre più. Poi sono MOLTO pigro e fatico ad adattarmi. Il tempo stringe sempre più. La micro-comunità che passa di qui decisamente rtova di meglio altrove.

 

 

postato da: cielinesodo alle ore novembre 30, 2004 13:23 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 27 novembre 2004

ANTICIPAZIONE

UNA «STORIA IN TRENTADUESIMO»

DI ERRI DE LUCA



Il brano che segue è tratto da «Lettere a Francesca» di Erri De Luca, da oggi in libreria nelle «Storie in trentaduesimo» di Dante & Descartes (pagg. 56, euro 2).

Estate del ’77, da un anno mi guadagnavo un salario facendo il manovale. Fino a quel tempo ero stato nell'organizzazione rivoluzionaria Lotta Continua, che mi passava da vivere. Nell'estate del '77 ero già un congedato, quell'organizzazione si era sciolta. Era durata sette anni, ma non li potevo contare come si fa con gli anni. Erano stati giorni, meno di tremila, mischiati a notti, un'insonnia politica aveva ucciso il sonno della generazione. Se la gioventù pretende di consistere in azioni, noi esaudimmo la nostra fino a svuotamento. In quell'estate piantato in città a fare il mestiere, scrivo lettere a Francesca partita per una vacanza in Grecia. Le scrivo per nominare la distanza tra noi. Solo dieci anni di scarto tra la mia età e la sua, e la frattura è già scomposta. L'onda di piena degli anni rivoluzionari non portava seguito. Francesca non vede il mondo sotto la specie della sollevazione. Mondo per lei è il corpo assegnato e se lo riempie di stelle, aghi non di pino, senza resina. Le scrivo una manciata di lettere che non le darò. Le troverà stampate anni dopo quando è madre di figli e quelle pagine non possono più raggiungerla. Oggi le riaffido alla corrente che le fa arrivare in mani lontane, per un' altra Francesca che prenda queste lettere senza indirizzo e dica: sono mie. È il 1977, Francesca ha sedici anni, va a scuola, vive con i genitori. Francesca non vuole aspettare. «Hai tutta la vita davanti». Non ci crede più. Ce l’ha addosso la vita, nei posti più vari a scoprirsi, ce l’ha dovunque e adesso non davanti, non più. È estate, è in viaggio in vacanza con altri ragazzi, in luoghi che non ha mai visto. Scrivo a Francesca le lettere della nostra differenza, voci di un segnale che registra, su soli undici anni di acqua e di profondità, le distanze remote di due generazioni l’una all’altra ignota. (...) Da quando sei partita so sempre esattamente che ore sono, la distanza da te mi fa essere molto preciso. Da me c’è una zanzara che ha paura del buio o forse non vuole stare sola di notte.



postato da: cielinesodo alle ore novembre 27, 2004 12:39 | Permalink | commenti (2)
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giovedì, 25 novembre 2004

ter-re-mo-to

Quando arriva, è troppo tardi per fare qualsiasi cosa. Semplicemente, si capisce che basterebbeo dieci secondi di ondulazione a far sussultare la vita e a renderla macerie. A mezzanotte, Cenerentola ha trasformato la visione della televisione in attesa del Tg in un ballo dell'intera stanza, del lampadario, della poltrona, del pavimento.

 

postato da: cielinesodo alle ore novembre 25, 2004 16:13 | Permalink | commenti (3)
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mercoledì, 24 novembre 2004

COSI' COSI'

Così scrivo. Così leggete. Dell'amica romana che mi rimprovera per non aver più spedito un e mail da mesi: lei, intanto, annuncia che è partita per il Vietnam dove resta fino a metà dicembre. Dell'invito a celebrare il "compleanno" della maturità con ciò che resta della classe di allora: ho accettato, dimenticandomi che la cerimonia/cena/festa/com'eravamo/come ci siamo ridotti coinciderà con un viaggio nella capitale. Del concessionario di auto: so dov'è, perchè mi aspetta, cosa devo andare a trattare; eppure sono anche settimane che per un motivo o l'altro, per un'autogiustificazione mentale, ci giro alla larga sempre. Del natale che avanza, con la sua rima quasi baciata ed i suoi riti che minacciano l'umore, il sonno, la serenità personale e gli equilibri residui a livello familiare. Dell'inizio 2005 che comporta vacanza lunga: dove? Della libreria preferita assediata dagli studenti: incassi universitari spiazzano richieste di nicchia; è il mercato, no? Del bus finalmente non infarcito di gente con cui sono arrivato al lavoro. Del computer che mi hanno ripianato: è un po' come tornare a casa e trovare la scrivania pulitissima, perfettissima, ordinatissima ma senza più tutto il disordinato materiale indispensabile a sentirla propria. Del traslco che si profila con grandi battaglie su metri quadri, scrivanie, uffici chiusi, garage a pagamento: contraddizioni in seno al popolo? No, banali comportamenti da animali in gabbia. Della sigaretta che vado a fumare, soprattutto per non sentire la voce ragliante di un boss che dovrebbe starsene in ferie e invece passa ad ingrassare con l'occhio miope il cavallo del padrone.   

postato da: cielinesodo alle ore novembre 24, 2004 12:33 | Permalink | commenti
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lunedì, 22 novembre 2004

MEGLIO LEGGERE...

Meditabondo sugli effetti delle scritture, oggi sostengo la tesi univoca che è meglio leggere. Da lettore, segnalo un altro giovincello che debutta da romanziere:il libro l'ho appena sfogliato, l'editore è una garanzia, tenetelo presente. Da Giro, arriva invece un diverso genere di segnalibro, che vi rigiro così com'è senza meno. Poi impazza l'antologia blog qui già evidenziata: una recensione qui e un po' di riflessioni da fare. Ancora, da lettore, ho scoperto (in ritardo) l'ultima produzione di Lello Voce che decisamente incuriosisce. Mentre sul comodino campeggia la prima parte dell'ultimo romanzo di Manolo che faccio un po' fatica ad iniziare, sapendo che dopo la seconda parte non ci sarà altro. nel catalogo Feltrinelli c'è anche l'ultimo Erri (letto domenica...) che scrive in abbinata con don Gennaro che scrive anche lui un blog. Infine, nel mensile gratuito MEDICINE SHOW ho scovato un "pezzo" dance di Mario Desiati con cui il cerchio si chiude...

postato da: cielinesodo alle ore novembre 22, 2004 14:05 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 20 novembre 2004

PARENTESI

(A volte, scrivere provoca un sacco di conseguenze imprevedibili e problemi inattesi...)

Ma c'è sempre chi sta peggio: in sequenza

postato da: cielinesodo alle ore novembre 20, 2004 14:09 | Permalink | commenti
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giovedì, 18 novembre 2004

CENERENTOLO

Si avvicina mezzanotte. Sono inchiodato da otto ore alla mia sedia d'ufficio. E' questo il solo momento in cui riesco a distrarre l'attenzione dalla produzione per cui sono salariato. Per dire: non sono più andato in bagno e ho fumato in fretta e furia, spegnendo sigarette a metà. Ho eseguito, risposto, messo in pratica, domandato. Telefonate, e mail, documenti. Una giornata "indimenticabile". Non sono nemmeno riuscito a sfogliare il giornale, figurarsi finire il libro che ottimisticamente mi ero portato da casa confidando su un turno tranquillo.

Di buono, oggi c'è stato comunque del buono. Mi sono fatto tagliare barba e capelli dal barbiere di fiducia, che intanto elogiava la qualità dell'olio di sua produzione. Ho mangiato pasticcio al posto dei soliti paninozzi: lo stomaco, a pranzo (intorno alle 15...) ha manifestato esultanza. Il cellulare non ha trillato praticamente mai. Un "lavoretto" dei giorni scorsi sembra abbia incontrato le aspettative dei committenti e non i loro pregiudizi scontati. Un'opera del recente passato è al vaglio degli occhi più attenti e meno disinteressati.

Mezzanotte si avvicina. La Fortitudo (che nel cuor mi sta) ha espugnato Madrid in Eurolega: 97-84 all'Estudiantes con Smodis 23 e Basile 19. Domenica sarà costretta a giocare a mezzogiorno, perchè lo SKYfo televisivo non ha più argini. E io non ho nessuna voglia di alzarmi all'alba per raggiungere in tempo il Palazzo per il "debutto stagionale" sopra la Fossa.

Quarto d'ora accademico a mezzanotte. Sarà inesorabilemnte pizza. Non ho sonno. Forse, finirò il libro. Forse, ne comincio un altro. Forse, mi appunto un plot. Forse, scrivo quello che devo ricordarmi la prossima settimana. Di certo, domani arriverò con tutto comodo. Obiettivo: nicchia di mantenimento. Posso farcela.    

postato da: cielinesodo alle ore novembre 18, 2004 23:50 | Permalink | commenti
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mercoledì, 17 novembre 2004

SPRUZZO PRO FUMO

Fumo. Da quando avevo 13 anni e rubavo le sigarette dai pacchetti di una famiglia di fumatori/trici (solo il cocker spaniel non fumava, ma leccava i fondi del caffè dalla tazzina). Non ho intenzione di smettere, se non come il personaggio letterario di Svevo. Ma non ho nemmeno troppa voglia di sopportare i pasdaran del salutismo. 

Pro..fumo. Di nicotina, posacenere, mozziconi, tabacco. Non sento la minima vergogna, anche se non ne faccio certo motivo di vanto. E naturalmente sono pro fumo, se non altro in base a ragioni libertarie e passioni antiproibizioniste. Cerco di comportarmi rivendicando il piacere di fumare con un vizio che merita la stessa identica cura, dedizione, attenzione che altri impiegano nel perseguire virtù. Senza guerreggiare con chi ha diritto di non fumare.

Spruzzo pro fumo. Se per strada, all'aperto, in mezzo all'oceano di smog e inquinanti vari, una ragazzotta schifa la bocca e si lamenta della MIA sigaretta. Se a casa MIA, nella MIA stanza, nel MIO spazio qualcuno si azzarda a dettar legge. Se al ristorante (reparto smokers) si siede qualcuno che non trova posto fra i suoi simili. Se in treno (intercity ancora liberamente viaggiabili negli appositi scompartimenti) accade lo stesso.

Ecco, potrei diventare un lama. Sbaglio? 

postato da: cielinesodo alle ore novembre 17, 2004 18:55 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 17 novembre 2004

IMPEGNI

MAI promettere. Di solito, non si riesce a mantenere. Puntualmente, ogni volta che metto le mani avanti sul futuro arriva la tranvata. Nel piccolo della dimensione blog, ieri l'ultima conferma. "Prometto di ripassare entro notte" (ore 16.02). Mi hanno dato una bella ripassata al lavoro. Testa bassa, panza a terra, digitare e pedalare. Poi, via di corsa a cena ("di lavoro") assassinando il Pc con la chiusura a programmi aperti. E meno male che l'auto da rottamare non ha tradito: si è accesa, ha macinato l'asfalto e non ha nemmeno condensato troppa umidità dalla parte interna del vetro. E alle 2 e passa mi sono tuffato semisvestito nel letto dei miei sogni fino a stamattina alle 10.30. Sono tornato al lavoro in taxi (scusa ufficiale: mal di testa da due vodke mentre il dirimpettaio ingollava tre grappe al seguito di mezzo litro di vino...). Non ho mantenuto la promessa. ripasso in grande ritardo con le stesse idee inespresse di ieri, che forse dovranno fermentare fino a domani. Per di più, attualmente sono più che infastidito da una radio che gracchia, dalla vicinanza di uno dei tanti capi cazzoni, dalle telefonate interne che mi ricordano il planning delle ferie arretrate, dalle e mail che oggi non arrivano alla stessa velocità di ieri, dalla voglia furibonda di fumarmi una sigaretta in pace dietro la macchinetta del caffè.

Prometto: voterò B*********....

postato da: cielinesodo alle ore novembre 17, 2004 12:47 | Permalink | commenti (1)
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