martedì, 31 agosto 2004

CENA BORDELLO

A cena, all'aperto. Intorno a mezzanotte. Nessun romanticismo. Anzi. Un capo, un collega e un amico del collega. Quattro uomini: tre linguine al pesto, una pizza dopo il lardo con i carciofi; birre da una parte del tavolo, bottiglia d'acqua dalla mia. Sotto la tenda, sopra il selciato, davanti al bar degli aperitivi in e sotto un cielo che in lontananza rimbomba di fuochi d'artificio.

Tutti gli occhi sono puntati sul campione di calcio. Una tavolata con lui, moglie, amici, ragazze. Telefonini video che trillano. Conversazioni sull'onda dei palloni gonfiati. Cibo atletico, bicchieri senza vino. Noi giriamo le spalle: gli altri per fame (è l'unico tavolo libero e apparecchiato), personalmente per totale disprezzo del calcio. Si conversa del più e del meno. Lavoro, vacanze, lavoro, famiglia, lavoro, soldi, lavoro, auto, lavoro, donne. Mi concentro molto sulle sigarette chè all'aperto si fuma liberamente. Seguo distratto il ping pong del dialogo. Il capo fai il gigione. Il collega è tutto nella parte: telefona molto anche a tavola. L'amico del collega terremota il tavolo con il suo nervossismo scaricato sugli arti inferiori.

Al capitolo donne della conversazione, giusto a metà della cena di mezzanotte, arriva il fraseggio degno di blog....

Capo: "Quella volta in trasferta sono stati gli altri a decidere di organizzare una gita a troie"

Collega: "E dove siete andati?"

Capo: "In Svizzera, a Lugano. Una specie di discoteca con le troie che ballavano in pista e poi si avvicinavano per trovare l'accordo. Si usciva dalla disco e in un palazzo a fianco con tanti di portiere che controllava c'era il bordello vero e proprio".

(Segue descrizione minuziosa delle prestazioni sessuali a pagamento dello staff di capi in trasferta, tutti più o meno regolarmente sposati e con prole. Non cambia nulla)

Capo: "Non mi ricordo il nome del bordello-discoteca, accidenti..."

L'amico del collega - praticamente muto fino a quel momento - sorseggia la birra, guarda negli occhi il capo e sillaba il nome scritto sull'insegna d'ingresso della falsa discoteca svizzera.

Capo: "Bravo. Giusto. ma la conosci?"

Amico del collega: "Ci sono andato a troie un paio d'anni prima..."

Collega: "Magari, adesso scopriamo che vi siete fatti la stessa...".

Fine cena, finalmente. La carta di credito del capo non "passa". Una, due volte. Imbarazzo. Collega e amico del collega avevano messo la loro parte, in contanti, come me. Il padrone del locale (che si era sperticato inchini e salamelecchi verso il capo) un po' si irrrigidisce. Nel gelo, deciso di estrarre la mia carta di credito. Il capo si distende. Il ristorantore fissa la macchinetta che sputa un OK di incasso sicuro sia pure differito. Firmo con la penna da cameriere invece che con la Mont Blanc allungata al capo. E mi tengo volutamente la ricevuta fiscale scaricabile come nota spese (non la utilizzerò di certo, ma non lo potrà fare nemmeno il capo...). Il capo ringrazia me prima del suo amico padrone del ristorante. Gli altri due ci aspettano fuori da mo'. Sull'uscio, assicura di saldare il suo debito.

Al momento dei saluti, il capo e l'amico del collega non mollano l'argomento principe della loro conversazione da boss. Indicano un portone. Scrutano i campanelli. Adocchiano maliziosi la vetrina. Allungano il collo verso le finestre semichiuse. Si guardano dritti in faccia e si danno di gomito.

"Lì c'è un bordello. Di lusso. Puttane d'alto bordo".

Il rigurgito delle linguine al pesto è inevitabile, per me. Una cena davvero indimenticabile. Per fortuna, stasera mangio prima e in ben altra compagnia. A mezzanotte e un secondo, alzerò un bicchiere finalmente CON ALCOL e il contenuto sarà destinato ad una bella improvvisata al fegato annacquato da un mese di totale, assoluta, ma non definitiva astinenza

postato da: cielinesodo alle ore agosto 31, 2004 17:29 | Permalink | commenti (6)
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lunedì, 30 agosto 2004

SOLI

Soli nel cielo. Soli con se stessi. Non è automatico che d'estate brilli l'umore, scaldi l'anima, irradi serenità. L'esodo cui siamo tutti "condannati" a volte approda a mari di smarrimento. Si tramonta sul filo della melanconia. Ci si eclissa da ogni orizzonte. Si svuotano i raggi di energia. Ci si pensa al di là della linea immaginaria di ogni bene. Malamente, finisce che si fa strada l'ammalarsi di non senso.

E' la depressione. Per usare un eufemismo. Soli lo siamo tutti, ma abbiamo soli che ci scaldano l'anima. Ma ci sono soli che, da soli, diventano sempre più soli fino a cancellarsi in solitudine. Soli d'estate di cui non si parla...  

postato da: cielinesodo alle ore agosto 30, 2004 22:48 | Permalink | commenti (2)
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domenica, 29 agosto 2004

LIBER QUESTIONARIO

Spigolando fra i commenti, sono tornato qui e ho trovato un bel questionario da compilare e postare con le mie risposte. Avete voglia di cimentarvi?

1. Come avete organizzato la vostra libreria? Per argomento? Per autore secondo l'alfabeto? A casaccio? E in tal caso il casaccio segue uno schema?

A caso, per necessità. In teoria, ci sarebbe una divisione fra letteratura, filosofia, saggi. Ma alla prova dei fatti non ha retto molto.


2. Avete libri in lingua straniera? Se sì, li organizzate per lingua o per autore?

Forse, ma risalgono all'epoca scolastica e quindi sono in alto, molto in alto.


3. Li foderate, i libri, per proteggerli dal passare del tempo?

Abitudine giovanile, smarrita subito dopo la laurea.


4. Ci scrivete il vostro nome? Oppure la data di quando ne siete venuti in possesso?

Come sopra.


5. Sottolineate le frasi che vi interessano, durante la lettura? Con cosa si sottolinea? Una neutra matitina? Una penna devastante? E il testo, lo glossate? Ci scrivete cioè degli appunti a margine, o a piè di pagina? Fate delle orecchiette?

Ho ricominciato con Q. E l'ho sottolineato con la matita, i tratto pen, l'evidenziatore. Poi appunti minimi e un bel po' di orecchiette. Tendenzialmente sarei "feticista". Ho imparato dalla mia ragione di vita ad essere "scientificamente" meno rigido...


6. Vi è mai capitato di leggere più volte lo stesso libro?

Poche volte. Agota Kristof, per esempio. Luciano Bianciardi anche. A lungo, le pagine di Erri De Luca. I gialli che non avevo capito la prima volta. Un po' di Nietzsche, Benjamin, Spinoza.


7. Vi è capitato di acquistare un libro che avevate già, un doppione cioè? E che ne fate? Lo tenete? Lo regalate?

Come no. Se posso, lo regalo subito.


8. La/il vostra/o convivente (moglie/marito, findanzata/o, compagna/o, ecc.) ha dei libri uguali. Come vi comportate? Li tenete in doppia copia o ne conservate una, e, nel caso, quale criterio utilizzate?

Vige la causalità. Ma per fortuna, abbiamo percorsi, gusti, storie, preferenze diverse e compatibili. Capita che si parli di un autore o di un libro e spunti dai calti della libreria.


9. C'è un libro acquistato, che non siete riusciti a leggere perché l'avete trovato bruttissimo e di cui vorreste sbarazzarvi perché vi imbarazza tenerlo in biblioteca? E avreste il coraggio di eliminarlo? Che sorte decidereste?

Spiacente: vado a depositarlo alla Mel che lo "ripaga". In alternativa, cassonetto.


10. Preferite il prestito di una biblioteca o l'acquisto in una libreria?

Libreria. La biblioteca va benissimo per i titoli introvabili, datati, costosissimi.


11. Edizioni economiche, "normali" o prestigiose?

Tutte. Dipende. Da troppi fattori. 

12. E-book o libri di carta o entrambi?

Carta.


13. Prestate volentieri i vostri libri? Ne siete gelosi? Se non ve li restituiscono, li richiedete indietro o li lasciate andare per la loro strada?

Faccio molta fatica. Devo fidarmi davvero. Se mi ricordo bene, esigo la restituzione. Ma ci sono state eccezioni...


14. Se vi chiedessero di partecipare al bookcrossing, liberereste un libro vostro o comprereste una copia lasciando in giro quella?

Mio, senza dubbio.


15. Avete mai riciclato un libro che vi era stato donato, regalandolo a vostra volta? Ne avete mai ricevuto uno riciclato? Qual è stata la vostra reazione?

Si', certo. Dov'è il problema nel riciclare?


16. Il primo libro che avete desiderato possedere (chiedendolo in regalo, comprandolo, ecc.) e che non fosse un obbligo scolastico.

Devo ammetterlo: la bibbia. Che, naturalmente, ho letto "a salti" molto simili al triplo in atletica leggera.


17. Un libro che vi ha cambiato la vita.

Recentemente, la trilogia Wu Ming: Q, 54, Asce di guerra.


18. Fra tutti i libri che avete nella vostra libreria, qual è quello a voi più caro?

Quello autografato da un autore particolare.


19. In un eventuale testamento: a chi destinereste i vostri libri?

Alle persone cui voglio bene. Durante la festa (musica, bottiglie, sesso e altro a volontà) potrebbero dividerseli.


20. Avete mai contato quanti libri avete?

No nè intendo farlo.




















postato da: cielinesodo alle ore agosto 29, 2004 22:42 | Permalink | commenti (1)
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domenica, 29 agosto 2004

DOMENICAGOSTO

Finisce l'Olimpiade di Atene (argento per l'Italbasket in perfetto spirito Fortitudo, secondi a nessuno quando si tratta di arrivare... secondi) e finiscono le domeniche d'agosto. Sto al lavoro, che sta per finire come la "dieta analcolica": giovedì volo in vacanza, ma alle 00.00 del giorno prima sarò rapido nel sorseggiare birra, vino, superalcolici. Sto anche fumando allegramente all'interno dello stanzone deserto: niente capi, niente colleghi, televisioni mute, telefoni spenti, aria condizionata a manetta, neon implacabilmente rifrangenti sullo schermo non plasmatico. Ho già sfogliato i quotidiani di riferimento. Ho ingollato mezzo strudel Doc frutto della settimana in montagna della famiglia vacanziera. Ho attraversato in auto la città sempre deserta: pare che siano ancora accodati in autostradata o attardati nel mettersi in coda. Ho scrutato un cielo di nuvolette bianche in esodo fra mare e montagna lontane lontane dall'asfalto. Ho preso l'ascensore con l'idea che se si bloccava restavo dentro almeno tre ore prima che qualcuno se ne accorgesse. Ho spento il cellulare per evitare di sconcentrarmi da questo post, che punto a cullare come un neonato visto che ultimamente non sono MAI riuscito a guadagnare il tempo necessario a partorire qualcosa di decente.

Dunque, prima di tutto Enzo Baldoni. E' davvero un anno bisesto: morti a catena, sempre più orribili e sempre meno accettabili. Sono rimasto basìto, annichilito, spezzato. Come tutti. Vorrei evitare la retorica. Ma almeno segnalare qualche luogo di memoria. Il sito della sua agenzia e l'intervista e l'ultimo post.

Poi il diario norvegese di 21venti, che ho divorato più o meno in diretta. L'ho anche suggerito al drappello di ERRI DE LUCA fans, visto che fra l'altro racconta il prima, dopo, dietro le quinte, sulla stessa panchina della conferenza al festival del luogo. Un'ottima occasione per un passaggio a NORD WAY. Da non perdere, davvero (in attesa di un Dvd?): se ve lo siete lasciati sfuggire, rimediate subito qui

E ancora il ritorno dalle ferie della "comunità elettiva" che sotto questo cielo virtuale accompagna l'esodo infinito dei pensieri in libertà. Sono i linkati e i commentatori, i passeggeri una tantum e i riferimenti ante blog. Così siamo tutti meno soli.

Infine, è ripartita la circolazione dei testi più o meno letterari insieme ai bengala più o meno filosofici. Non mi sembra giusto sintetizzare malamente in poche righe. Lasciatemi metabolizzare, ruminare e dormirci sopra. Prometto di far meglio prima della partenza.

postato da: cielinesodo alle ore agosto 29, 2004 15:43 | Permalink | commenti
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sabato, 28 agosto 2004

A CANESTRO

La situazione non è cambiata molto: qui al lavoro mi stanno davvero stritolando le palle con il fil di ferro. Oltre al tempo, non trovo la giusta dose di libertà mentale per postare. In compenso, vi leggo (al volo, ma vi leggo) gentili commentatori. Avrei dovuto digitare in tempo reale lo smarrimento per la morte di Baldoni. Avrei potuto raccontare una cena demenziale con colleghi a dieta, ma con una fame atavica di donne. Avrei voluto mettere a punto le "strategie di lettura" e quelle "filosofiche", dettate dall'avvicinarsi delle vacanze. E mi sarebbe piaciuto descrivere un dialogo notturno in "doppia coppia" in cui è divampata d'improvviso la sognata autopsia.

Invece, mi fermo a sottolineare - da tifoso e con il pregiudizio della disciplina amata - la straordinaria impresa della Nazionale di basket che ieri sera ha vinto la semifinale olimpica con la Lituania. E stasera si gioca l'oro con l'Argentina. E' già un'impresa, può diventare storia dello sport e una bella lezione ai palloni gonfiati. Altro che Dream Team, serbi campioni del mondo, spagnoli da Nba, greci sulle orme del dio Galis, eredi dello zar Sabonis, i portoricani. PoropoPOZ, PropoPOZ: distillati di follia cestistica pura. Sottolineo ed evidenzio che è un azzurro Fortitudo che nel cuor mi sta: coach Recalcati (scudetto), Pozzecco & Basile nel roster, Chiagic e Galanda come ex. 

postato da: cielinesodo alle ore agosto 28, 2004 13:52 | Permalink | commenti (2)
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mercoledì, 25 agosto 2004

SPOT

Nel senso che il lavoro fa da spugna e lascia il tempo di uno spot. Due giornate così, niente riposo e domenica di nuovo "in gabbia". Lascio una traccia di esistenza in vita, ma in queste condizioni non so proprio far di meglio. Sorry

postato da: cielinesodo alle ore agosto 25, 2004 20:58 | Permalink | commenti (5)
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sabato, 21 agosto 2004

FOTOMANIA

Foto senza immaginazione. Un clic nel cellulare. Una telefonata wap. Un e mail con allegato. Foto a destinazione. Tutti fotografano tutto. E si fotografano. Infinita sequenza di immagini senza più pellicola. Autoscatti al massimo del narcisismo. Ora ci invitano a bloggare l'album personale. Immaginarsi fuori dal digitale, come dagherrotipi no name, è davvero così difficile?

postato da: cielinesodo alle ore agosto 21, 2004 20:04 | Permalink | commenti (3)
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sabato, 21 agosto 2004

MALMOSTOSI

Qui malumore di (quasi) fine agosto. Sabato appesi al computer (mentre il resto del mondo è al mare, ai monti, al lago, in piscina comunque in serena libertà dal lavoro) rende gli abbastanza presenti malmostosi. Al vertice, una brutta caduta... dallo scooter ha "eliminato" per almeno 30 giorni un ingessato di suo che ora si ritrova il braccio destro cilindrato di bianco. Rientra in anticipo dalle ferie un capo? Noooooooooo. Parte per le vacanze in ritardo un altro capo? Nooooooo. Lavorano di più gli altri? Risolto il problema. Poi come dovunque c'è la guerra mondiale dell'aria condizionata: alta, spenta, bassa bassa, chiusa ermeticamente. I renitenti spalancano finestre e sabotano termostati. Gli airco fans  pannao a chiudere (le finestre) e spalancare le ventole. nel mezzo, i caschi blu d'ufficio bersagliati dai due schieramenti e pronti a rinchiudersi nei box (doccia con ventilatore o frigo congelatore senza scampo). Si procede a pestare l'uva dell'umore: invece del mosto da vino, si riproducono malmostosi d'agosto. Infine, schizza senza freni la paura della supercrisi da petrolio (quasi 50 dollari al barile, soglia che presto verrà varcata dall'ondata di crisi nera nera). Autunno caldo alla pompa di benzina, bollente per l'inflazione, ardente per il commercio, infernale per i consumi. Colpa del bandanero stanco? Sì, no, forse, ma scherziamo. Annoto che perfino i forzitalidioti più ultras diventano malmostosi se toccati direttamente nel bene più prezioso, il volante a quattro ruote. Oggi sono arrivato in taxi e finora felicemente non ho prodotto un cazzo. E me ne vado a fumare con il giornale nell'apposito lager. Il mio umore non è una... panzana. E sono 21 giorni che non deglutisco alcol (cioè ne mancano ormai dieci alla fine dell'autoscommessa). Ma soprattutto comincia a prendere forma l'idea di andare in vacanza.

postato da: cielinesodo alle ore agosto 21, 2004 12:11 | Permalink | commenti
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venerdì, 20 agosto 2004

CAPI IGNORANTI

Sono reduce da un "vivace confronto" con il capo targato Ulivo (fra parentesi TUTTI i capi sono uguali, indipendentemente dalla politica. Anzi, peggio quelli che strizzano l'occhio e ammiccano al siamo tutti "compagni"). In sostanza, una bella e sana litigata davanti ad una dozzina di colleghi che hanno assistito come sempre in religioso silenzio.

Al capo in questione è venuta la bella idea di attaccare discorso con me, invece di pensare che da domani è in vacanza. Non pago, ha anche definito una delle mie ultime produzioni con il termine panzana. Prontamente rigettato al mittente. Di lì un batti e ribatti, sempre più stereofonico e sempre meno professionale. Non ci amiamo. Lui lo sa. Ma non si capacita del fatto che ottengo udienza ai "piani alti" come lui, basso di statura e nano anche nelle... tecnologie. Per non parlare della lingua italiana. Il termine panzana ha provato a spacciarlo come quel che non significa, mentre io mi sono acusticamente trincerato dietro l'etimologia che equivale ad una mancanza dio rispetto per il mio lavoro (che, fra l'altro, anche lui è chiamato a vagliare preventivamente e ad approvare in ultima analisi).

Per la cronaca linguistica, PANZANA s.f. equivale nell'ordine a bugia, falsità, menzogna, frottola, invenzione, fandonia, balla, smargiassata.

Non ho fatto bene ad incazzarmi? Di sicuro, una volta di più, MI ha fatto bene incazzarmi. In particolare, con il capo dell'Ulivo: mi spreme i coglioni, non gli regalerò l'olio...

 

 

postato da: cielinesodo alle ore agosto 20, 2004 20:52 | Permalink | commenti
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venerdì, 20 agosto 2004

UN'ALTRA SPIAGGIA

Non ci arriverò. Non sbarcherò. Non farò campeggio. Non occuperò la spiaggia. Sarò in vacanza altrove: confido sia confortevole, riposante e serena. Da lontano, proverò comunque a seguire l'ultima "sfida" Global, l'ultima spiaggia del movimento, insomma l'altra Biennale del cinema. Ne ha scritto Roberto Silvestri sul manifesto l'altro giorno (ma l'ho letto stanotte, perchè ero in clamoroso ritardo con i giornali), sospingendomi a cercare maggiorni informazioni. E alla fin fine sono approdato al documento di convocazione di Global Beach senza per altro sapere dove il surfista-no logo cavalcherà l'onda del Lido di Venezia. Il 1° settembre, comunque, si profila lo "sbarco" alternativo giusto di fronte alla passerella delle star a caccia del Leone. Con o senza Naomi Klein, boicottaggio della Disney e assalto alla Biennale - nel 2004 veneziano ci sarà almeno un altro punto di vista sul grande schermo. Flessibilità sicura nell'occhio digitale. Un controFestival da mettere in agenda e da seguire, sia pure da lontano. 

postato da: cielinesodo alle ore agosto 20, 2004 16:34 | Permalink | commenti
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