venerdì, 30 aprile 2004

L'ALTRO CALCIO

Dalla rubrica di Andrea Scanzi sul manifesto:

GESTI
Una partita con la lampada di Aladino
ANDREA SCANZI


Il gesto ci sarà lunedì 10 maggio. Ore 19:30, stadio Brianteo di Monza. Ingresso, cinque euro. Incasso interamente devoluto alla ricerca. Organizzatori, «La Lampada di Aladino», per la cura della Malattia di Hodgkin; il «Gisl», Gruppo Italiano Studio Linfomi; e l'«Associazione Marta Nurizzo», per la ricerca sulle neoplasie polmonari. Nasce così un triangolare di calcio. La squadra di Rtl 102.5; una squadra di ex malati di tumore; e quella di chi - medici, infermieri - li ha curati. L'iniziativa ce la segnala Francesco Merli, medico di Reggio Emilia. «Qualcuno, all'inizio, si è scandalizzato. Non loro. Io ero solo un po' perplesso. Avevo paura di essere indelicato. Poi, vista l'immediata adesione dei sette pazienti a cui l'ho chiesto, mi sono convinto che è una bella cosa. Personalmente, l'idea di giocare contro i miei ex-pazienti - che mi asfalteranno, lo so: l'anagrafe mi condanna - con altri ex-pazienti a fare il tifo, mi commuove». L'organizzatore è, anch'esso, un ex malato. Davide Petruzzelli, presidente de «La Lampada di Aladino». Che, neanche un anno fa, ha quest'idea di fare una squadra di ex malati. A settembre trova i primi avversari (Rtl 102.5), a novembre i secondi (i medici del gruppo «Gisl»). Il triangolare si farà. «Anche se organizzare la serata è stata dura. Non avremo i famosi, solo gente semplice». La squadra di malati conta trenta persone. Ha un sito internet, http://www.nazionaleexmalatitumore.it, dove è possibile avere informazioni sull'evento (info@lampada-aladino.it). «Le persone che la compongono sono fortemente motivate, entusiaste. Vogliamo portare un messaggio concreto di sostegno e speranza a chi oggi sta combattendo contro il cancro. La strada è lunga, tortuosa, ma ci si può fare». Il nome della squadra è Highlander. «Nessuna commiserazione - dice Merli - Il nome della squadra è figlio dell'ironia, non certo della spavalderia. Nemmeno Lazzaro è risorto per sempre. L'idea è proprio quella di fare outing. C'è ancora tanto silenzio intorno al cancro, in tanti lo vivano come una vergogna. Quasi fosse una colpa».

Merli partirà da Reggio Emilia, per Monza, la mattina di lunedì. «Sì, faremo un pullman. Un bus de vie. Medici, infermieri, pazienti, parenti, amici. Staremo finalmente insieme. Senza la barriera dei camici, dei prelievi, delle flebo. Uomini con altri uomini, perché nemmeno il camice rende immortale. Non dimenticheremo perché non si può (non possono) dimenticare. Ma proveremo (proveranno) la gioia di sentirci vivi. Vicini».

Iniziativa vera, spontanea, senza retorica. Con un difetto (lieve, soggettivo). La guest star sarà Paolo Meneguzzi. Non memorabile. Si potrà, l'anno prossimo, puntare decisamente più in alto. Il nome naturale sarebbe quello di Enzo Jannacci. Uno che, da cantante e dottore (anche adesso, in pensione), la malattia l'ha curata - e cantata - come nessuno. Basta ascoltare ancora Natalia. Quella che, in Foto ricordo, ti faceva piangere.

«È un'iniziativa senza trionfalismi», racconta Merli. «Con i pazienti, a ricordare che non sempre si vince, giocherà Davide». Rappresenterà sua moglie morta due mesi fa, a 26 anni, dopo cinque di malattia. «Perché, ha detto Davide, se dicessi di no, l'Agostina - che non voleva lasciare la vita - mi darebbe del coglione. Non me lo perdonerebbe».

In una lettera, Merli ci scrive che «forse voi del Manifesto potete far girare la notizia. Magari, cavare fuori un bel pezzo, con la veronica del paziente Rossi che diventa come la volèe del tornitore Brambilla di gaberiana memoria. Vedete voi». Abbiamo visto.
















postato da: cielinesodo alle ore aprile 30, 2004 19:18 | Permalink | commenti
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venerdì, 30 aprile 2004

F EUROPA

La Fortitudo domani si gioca il titolo europeo contro il Maccabi a Tel Aviv. E' il massimo della storia dell'Aquila. Ottenuto dopo 45 minuti di bellissima semifinale con Siena. Come mi ha spiegato il mio capo tifoso di riferimento, intanto godiamocela tutta così da infoiati e ignoranti. Domani si torna a soffrire da lontano...

postato da: cielinesodo alle ore aprile 30, 2004 17:13 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 aprile 2004

BLOGOSOFIE / MONOGRAFIE: SCHOPENHAUER

Sono 548 pagine, costa 22 euro, editore Longanesi. La monografia aiuta ad inquadrare l'anti-Hegel, partendo da Danzica e dall'aneddoto del violoncellista che "addomestica" i cani da guardia dei depositi del padre del futuro filosofo. Lettura consigliabile, non solo filosoficamente. Intanto la scheda http://www.longanesi.it/scheda.asp?idlibro=1124&titolo=SCHOPENAUER dell'editore...

Il destino di Arthur Schopenhauer fu quello di vivere in un periodo che gli permise, come accadde a pochi altri suoi contemporanei, di intrecciare l’esistenza con una stagione fondamentale della filosofia e, più in generale, della cultura tedesche. Dalla giovinezza amburghese all’odiato apprendistato commerciale e ai difficili rapporti con la madre, dalle lezioni berlinesi di Fichte all’incontro con Goethe a Weimar, dalla «sfida» accademica a Hegel al successo arrisogli soltanto nel crepuscolo della vita, Rüdiger Safranski ricostruisce con rigore l’intero arco della biografia schopenhaueriana. Si addentra nella fitta rete delle relazioni intellettuali, sentimentali e quotidiane da cui nacque un’opera filosofica tra le più affascinanti, intrisa di pessimismo e di suggestioni mistico-orientali, che fu gravida di conseguenze ed esercitò un notevole influsso su artisti e filosofi quali Wagner, Nietzsche, Thomas Mann.
Ma il vero protagonista del libro sono «gli anni selvaggi della filosofia», quel mezzo secolo di storia del pensiero che va da Kant al romanticismo, dall’idealismo a Feuerbach e Marx e che ha il suo centro nella scoperta dell’io: un io che riporta le sue certezze metafisiche sulla terra e trova, insieme alla felicità del «fare », la vanità delle proprie illusioni.
Rüdiger Safranski, nato nel 1945 a Rottweil, nel Württemberg, vive a Berlino. Tra le sue opere Longanesi ha pubblicato Heidegger e il suo tempo (1996), Nietzsche. Biografia di un pensiero (2001) e Quanta globalizzazione possiamo sopportare? (2003). Ha ottenuto vari riconoscimenti, tra cui il premio Ernst Robert Curtius per la saggistica (1998) e il premio Friedrich Nietzsche del Land Sachsen-Anhalt (2000).






postato da: cielinesodo alle ore aprile 28, 2004 22:10 | Permalink | commenti
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mercoledì, 28 aprile 2004

L'AGENTE G TACE

Da perfetta figa stratosferica, l'agente G non ha concesso il minimo cenno o accenno di riscontro. Forse, verso l'estate si sentirà l'eco di un vago commento? 

postato da: cielinesodo alle ore aprile 28, 2004 18:00 | Permalink | commenti
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lunedì, 26 aprile 2004

L'AGENTE G

La conosco da una vita e mi ha sempre fatto morire. L'agente G adesso pretende un post su misura. Una sfida esplicita, cui non posso sottrarmi. E dunque, si deve universalmente sapere che l'agente G è una figa stratosferica: considera gli appuntamenti con il calendario olimpico (il giorno è sicuro, l'anno è uno dei quattro fra un'edizione e l'altra dei Giochi, edizione estiva per convenzione classica dato che ad Atene all'epoca non nevicava mai); il telefono come la sua croce e conseguentemente la forma di comunicazione dove inchioda gli altri ad ascoltare segreterie telefoniche; gli sms come forma di letteratura minore e grazie ai 160 caratteri si nega ulteriormente; l'auto come la contrazione di autoerotismo; il treno come una biblioteca, dove si legge e basta; l'aereo come un plan da un aperitivo all'altro; le cene in villa come un miraggio da riproporre graziosamente per decenni; la cena in casa come evento biblico di cui si narrerà per (almeno) due millenni; il mare nelle isole della Grecia dotate di spiaggia in pietra appuntita come la sola vacanza relax possibile, immaginabile, praticabile; i risoni come metafora del successo, universitario e no.

Si dà il caso che l'agente G abiti un po' in centro, un po' per conto suo, un po' negli hotel, un po' dove nessuno sa. E' la miglior interprete del nomadismo nella versione aggiornata del Grand Tour della soggettività itinerante. L'agente G va a cena con giornalisti importanti e/o di grido. Cene di lavoro (pensa l'agente G nell'esercizio delle sue funzioni). Occasioni per allungare le mani (scrivono nello sguardo bavoso alcune delle firme dell'infromazione sessuale o della notizia a mezzo molestia). Allora l'agente G ricomincia a girare l'Italia (più il Nord e Roma, a dir la verità) con le gambe più strette e la mente sempre larga. Va a far lezione da Sua Maestà, seguendo i consigli di papà per evitare di ritrovarsi la gola secca. Poi corre a decantare l'ultimo giovin concorrente di Sboriana. E si precipita alla fiera dei lillipuziani o a farsi fotografare davanti ad un quadro con un negrone. Infine, si abbatte esausta in un letto con il cellulare ingolfato di sms, urla disperate nella segreteria telefonica e malloppi di carta che giacciono sul comodino impilati come base della successiva pila.

L'agente G oggi ha il raffreddone chè è stata in montagna. E aveva la pretesa di verificare il componimento entro e non oltre le 19.30. Sbadigliava vistosamente l'agente G, in assenza del caffè: l'apposita macchinetta ahimè non supportava i bisogni primari. Ma l'agente G (che è una figa stratosferica) risulta più celebre per alcune rare quanto eccezionali esibizioni private. Non esistono prove, riscontri, congetture non confutate; tuttavia si favoleggia di  alcune performances che avrebbero fatto impallidire Moana. La più eclatante certifica l'agente G a cavallo di una moto con pistoni, cilindri e bielle che alzano bandiera bianca come Biaggi dietro a Vale.

A questo punto, cara la mia agente G, dovrei anche guadagnarmi il pane dato che non sono John Holmes. Spero di non aver deluso le aspettative. Comunque pacta sunt servanda. Non temo smentite...

postato da: cielinesodo alle ore aprile 26, 2004 18:21 | Permalink | commenti
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sabato, 24 aprile 2004

 

TV, UNA TANTUM...

E' una delle rare occasioni in cui la televisione va davvero guardata: domani alle ore 23.25 Rai Tre trasmette Giustizia nel tempo di guerra un film di Fabrizio Lazzaretti che ricostruisce la verità sull'omicidio di Giacomo Turra il 3 settembre 1995 in Colombia.

postato da: cielinesodo alle ore aprile 24, 2004 19:57 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 24 aprile 2004

25 APRILE

Non sono in grado di "postare" in queste giornate con poco tempo libero e poca capacità di connettere. Però almeno una nuvola rapida alla Subsonica la digito. Cerchiamo di non dimenticare il 25 aprile. Senza retorica. Se volete, anche senza corteo. Ma un'idea di riconoscenza per chi allora in qualsivoglia modo, luogo, tempo ci ha messo l'anima e la vita credo proprio siamo chiamati a tenere ferma.

postato da: cielinesodo alle ore aprile 24, 2004 19:08 | Permalink | commenti
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giovedì, 22 aprile 2004

DIGITOPRESSIONE

Digitiamo, digitiamo: qualcosa resterà? Tutto il giorno davanti al Pc, come un percussionista della tastiera. Acusticamente isolato. Autisticamente naufrago in un mare di parole? Una giornata di lavoro con il cervello (quasi) in pausa. Si digita senza pressione, a parte quella obbligatoria suui tasti. Si scrive e non si pensa (troppo). Lavoro, mestiere: copia e incolla. Scrittura creativa? A parte gli appositi corsi, autori, editori, siti, blog - necessita di molto altro oltre a Word. Mi pongo la questione delle produzioni immateriali, dal punto di vista della videata che certifica la quantità di merce a parità di salario. E non so rispondermi davanti allo specchio del cielo che ogni volta erra. E' un errore immaginarsi capaci di far altro? O non è più sbagliato ostinarsi a produrre quanto richiesto? E se, per caso, la digitopressione massaggiasse anche gli ultimi neuroni utili? Troppe domande? Ma a volte il solo chiedere aiuta più di tante risposte senza che nella riga precedente sia stato digitato un interrogativo. Senza dimenticare gli specialisti delle domande "terapeutiche", che quasi mai (a essere benevoli...) sanno saldare risposte "cliniche" all'altezza della parcella più o meno ivata.

Con questo genere di digitazione mi avvio verso l'arresto del sistema operativo, la sconnessione dalla rete, l'ammaina tastiera. Domani è un'altra x nel ciclo dell'azoto come canta De Gregori. TAKEAWAY a tutti. 

postato da: cielinesodo alle ore aprile 22, 2004 22:23 | Permalink | commenti
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giovedì, 22 aprile 2004

LOOP

Ho in cuffia da un paio d'ore Banale (In loop per ore) che è ancora la "pre-mix version" del disco dei TAKEAWAY http://www.takeaway.tk attualmente impegnati a Città di Castello nel duro lavoro di sala, appena stemperato da un menù innaffiato come si deve e dalla solenne percezione ottica del sesso femminile. Mi assicurano che ci stanno dando dentro come sanno. Per ora, devo accontentarmi di tre "traccianti" che illuminano la prossima esplosione sonora nell'orizzonte della musica italiana. Ammetto di non essere obiettivo: ma loro sono davvero una bella consolazione a scrutare le mandrie Under 30 che scimmiottano i costantini di maria o le meteogirls alla fede. Ogni bisogno primario / ormai è soddisfatto più/ del necessario/ ... /Non so più dire/ Non so più fare/ Vorrei imparare/ disimparare/ Forse passare /forse appassire / quello che tante volte chiamo crescere

E buona eco a tutti...

postato da: cielinesodo alle ore aprile 22, 2004 17:18 | Permalink | commenti
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mercoledì, 21 aprile 2004

MATRIX

"Sei qui perchè intuisci qualcosa che non riesci a spiegarti. Senti solo che c'è. E' tutta la vita che hai la sensazione che ci sia qualcosa che non quadra nel mondo, non sai bene di cosa si tratta, ma l'avverti. E' un chiodo fisso nel cervello, da diventarci matto. E' questa sensazione che ti ha portato da me. Tu sai di cosa sto parlando.
Di Matrix.
E ti interessa sapere di che si tratta, che cos'è.
Matrix è ovunque.
Anche adesso nella stanza in cui siamo. E' quello che vedi quando ti affacci alla finestra, o quando accendi il televisore, l'avverti quando vai al lavoro, quando vai in Chiesa, quando paghi le tasse.
E' il mondo che ti è stato messo davanti agli occhi per nasconderti la verità.
Quale verità? Che tu sei uno schiavo, Neo. Come tutti gli altri sei nato in catene, sei nato in una prigione che non ha sbarre e non ha odore. Una prigione per la tua mente"
Morfeus









postato da: cielinesodo alle ore aprile 21, 2004 15:31 | Permalink | commenti
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